oggi, venerdì 24 maggio, a roma, università la sapienza: festival polisemie

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24 maggio, roma, università la sapienza: festival polisemie

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corso e centro di poesia upter: intervista di gianluca garrapa a marco giovenale (radioquestasera, 27 ottobre 2018)

 

Gianluca Garrapa e il sottoscritto in dialogo, sul Centro di poesia e scritture contemporanee UPTER, e sul corso di poesia che ne è l’attività principale.

grazie a Gianluca e alla radio per l’ospitalità.

per gli ascoltatori, ecco qualche link utile:

Iscriversi al corso di poesia (e così sostenere il Centro):
https://www.eppela.com/it/projects/20423-centro-di-poesia-e-scritture-contemporanee

Dati e info sul corso “*Verso dove*? – Orientarsi nella poesia contemporanea”:
http://www.upter.it/poesia/verso-dove-2/

Il Centro di poesia e scritture contemporanee:
http://www.upter.it/poesia/

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ricerca / sperimentazione: intervista su satisfiction

credo di non aver scritto fino ad oggi niente di più completo (in termini di link e materiali) della rassegna che si può leggere in questa intervista: http://www.satisfiction.se/scrittura-di-ricerca-e-scrittura-sperimentale-intervista-a-marco-giovenale/

(ex link: http://www. satisfiction.me/ricerca-sperimentazione-intervista-a-marco-giovenale/).

grazie alla rivista e ai redattori per l’ospitalità.

chi vuole sapere qualcosa di più sulla scena o situazione della ricerca (soprattutto legata al sito gammm) grosso modo dal 2003 a oggi, può trovare qui pagine credo, spero, interessanti. elementi di bibliografia, link, documenti, un andamento cronologico, alcuni dati, riferimenti alla scena non italiana.

 

gianluca garrapa: un ronzio devastante e altre cose blu

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“La scrittura di Gianluca Garrapa ha una caratteristica peculiare proveniente dalla sua formazione e dai suoi interessi lacaniani: la consapevolezza della supremazia del linguaggio nell’interpretazione del reale (e del trauma fondamentale della discrasia significante/significato). Si tratta di una posizione epistemologia ed ermeneutica che trascende ampiamente il fatto letterario, ma che ha su questo inevitabili ripercussioni. Va precisato che nella presente raccolta Lacan non è tematizzato, ma solo metabolizzato: l’esatto contrario di ciò che accade ne La casa del sonno di Coe. 
In questa prospettiva la parola è la potenza che permette a ciò che è di perseverare nell’essere (Spinoza e Nietzsche sul conatus); la potenza che va a creare l’opera e il mondo e lo fa con le caratteristiche sue proprie: abnorme energia plastica, poderosa fantasia, libera – financo arbitraria – costruzione di interazioni, situazioni, contesti, vicende. Ecco da dove viene la polimorfa molteplicità di questa raccolta, con le sue accelerazioni improvvise e folgoranti, il suo squarciare veli e teatri e andare a frugare dietro le quinte, il suo rappresentare ciò che non è abitualmente rappresentato e si atteggia a irrappresentabile e indicibile. In questa raccolta la parola vince la sfida che si propone: rappresentare l’irrappresentabile e dire l’indicibile”.

 

Andrea Zandomeneghi