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genova, palazzo ducale: “romanistan”, di luca vitone

Sandro Ricaldone

LUCA VITONE
Romanistan
27 settembre 2022

Palazzo Ducale, Sala Camino
ore 18:00, presentazione del volume

Cinema Sivori
ore 21:00, proiezione del film

partecipano: Anna Daneri, Daniele Caspar, Gennaro e Santino Spinelli

cliccare per ingrandire

calpestare il film (cb)

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dictionary of now: jonas mekas, “time” (2015)

Lecture, discussion, and selected film scenes

video (senza titolo) / alberto d’amico. 2022

hans richter interviewed by cecile starr (1972)

21 luglio, forte prenestino: no tenemos miedo

NO TENEMOS MIEDO
giovedì 21 luglio 2022, ore 21 ★ Roma – Arena CSOA Forte Prenestino

È una dichiarazione d’intenti, quel “non abbiamo paura” del titolo.
Nell’ottobre 2019 esplode una rivolta popolare che scuote il Cile per mesi. La scintilla è l’aumento del prezzo del biglietto della metropolitana, ma “non sono 30 pesos, sono 30 anni” di sperequazione capitalista e ferocia militare.
L’epicentro delle manifetazioni è Santiago del Cile, dove Plaza Italia viene ribattezzata Plaza de la Dignidad, l’anima delle proteste è una giovane generazione che sente di non aver più nulla da perdere e mette in gioco la propria vita, i propri occhi, presi di mira dai pallettoni delle forze della repressione.

Il regista Manuele Franceschini, 12 anni vissuti in Cile, con la sua “troupe” ha filmato all’interno della Primera Linea, collettivo di interposizione – nato allo scopo di proteggere i cortei dagli attacchi polizieschi – che riceveva cure e cibo nelle retrovie grazie al personale medico e alla cittadinanza solidale.
Proprio questo coraggioso gruppo è il protagonista del documentario, che raccoglie anche le testimonianze del fotografo Leonardo Alejandro Villar Aguilar, dell’attore e musicista Daniel Muñoz, dello scrittore e giornalista Juan Cristóbal Peña.
Presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma, NO TENEMOS MIEDO viene ospitato all’arena del CSOA Forte Prenestino, dove ne parleremo insieme al regista, giovedì 21 luglio 2022 ore 21.

[https://tuttascena1.wordpress.com/2022/07/15/no-tenemos-miedo-arena-cinema-forte/]

“a roma va così”: teatro india, 14 luglio

Nuovo video di Tutti Fenomeni. Regia di Tommaso Arnaldi e Andrea Carbonaro. Come il grande cinema del Novecento ha raccontato Roma e la sua decadenza.

“le petit alfa” / sal nunkachov

first feature film, with pedro grijó, rodrigo + sal.

screened at a local fest noise opera

daniel gildark, “cthulhu”, 2007

carmelo bene gira “colpo rovente”, di piero zuffi, a new york (1969)

scarabocchio sulla pellicola: conferenza di philippe-alain michaud a villa medici

SCARABOCCHIO SULLA PELLICOLA
Conferenza n°5 del ciclo dedicato alla mostra Gribouillage / Scarabocchio

con
Philippe-Alain Michaud
Giovedì 19 maggio – Ore 18:30
Sala Michel Piccoli, Villa Medici

Viale della Trinità dei Monti 1 – Roma (metro A Spagna)
Conferenza in francese senza traduzione
Durata: 1 ora
Evento gratuito, posti limitati.

Prenotazione anticipata obbligatoria al link
https://www.eventbrite.it/e/billets-conference-5-avec-philippe-alain-michaud-gribouille-sur-le-film-328172271097

Ultima conferenza legata alla mostra  Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly  in corso nei saloni di Villa Medici fino al 22 maggio 2022.

Giovedì 19 maggio alle ore 18:30 presso la Sala Michel Piccoli dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Philippe-Alain Michaud, curatore associato della stessa esibizione, approfondirà il tema dello scarabocchio d’autore sulla pellicola, rivisitando i legami tra cinema e disegno. Il relatore si baserà in particolare sulla selezione di tre film:  Bouts d’essais pour un film sur Jackson Pollock, di Hans Namuth (1951); Work in progress di Teri Wehn Damisch, (1995) e La pluie (Projet pour un texte) di Marcel Broodthaers (1969). Continua a leggere

cb, 1970, distruzione dei generi, film che non sono filmati

Carmelo Bene in un’intervista rilasciata a Prato nel 1970:



certo, lo so, di lì a qualche anno avrebbe avversato sia il cinema che la stessa parola “cultura”. e tuttavia avrebbe continuato a ragionare di quattro elementi, che trovo qui – dal frammento che cito in audio – non solo applicabili al cinema ma anche (e daccapo, come sempre succede con CB) alla scrittura, alle scritture di sperimentazione:

  1. distruzione dei generi
  2. film che non sono filmati ma filmanti
  3. sottrarre le opere al normale circuito e anche al circuito d’essai…
  4. …perché il pubblico possa seguirle anche in altri luoghi

l’estratto viene da questo video:

 

7-13 aprile 2022: asian film festival, a roma, al cinema farnese

Asian Film Festival: la 19ª edizione si svolge a Roma

dal 7 a 13 aprile 2022 al Cinema Farnese

FARNESE ARTHOUSEPiazza Campo de’ Fiori, 56 – Roma

 

Si tiene da giovedì 7 aprile a mercoledì 13 aprile 2022 la diciannovesima edizione di Asian Film Festival. Il luogo prescelto per la programmazione “in presenza” di questa significativa vetrina sul miglior cinema d’autore dei paesi dell’Asia orientale è nuovamente il Farnese Arthouse di Roma, in Piazza Campo de’ Fiori.

Il festival internazionale, organizzato da Cineforum Robert Bresson e diretto da Antonio Termenini, presenterà 30 lungometraggi provenienti da 8 paesi dell’Estremo Oriente (Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Thailandia), spaziando tra prodotti arthouse e di genere, con una particolare attenzione per gli esordi e i giovani registi, proposti nella ricca sezione Newcomers.

Quest’anno, dal Giappone, verranno presentati una serie di importanti film; tra questi, The Mule Song Final e The Great Yokai Wars: Guardians (sequel di The Great Yokai War, 2005), entrambi firmati dal maestro Takashi Miike, e Moonlight Shadows, basato sull’omonimo romanzo di Banana Yoshimoto e diretto dal pluripremiato Edmund Yeo, incentrato sull’elaborazione del lutto.

Intorno a questo tema si muove anche Tsuyukusa, nuovo film del regista Hideyuki Hirayama. Del rinomato regista Takahisa Zeze sarà invece presente In the Wake, di genere crime. Di particolare interesse è invece il film Hokusai, diretto da Hajime Yashimoto e basato sulla vita del più celebre pittore giapponese del mondo, conosciuto principalmente per le sue opere in stile ukiyo-e.

Nel corso del festival verranno inoltre presentati film provenienti dalle Filippine, quali On the Job: The Missing 8, thriller diretto da Erik Matti e già in concorso alla scorsa edizione del Festival di Venezia, dove ha vinto il premio per il miglior attore. Di Brillante Mendoza, tra i più importanti e premiati registi filippini, saranno invece presentati i due nuovi lungometraggi intitolati Gensan Punch, la storia vera e sofferta di un pugile limitato da una disabilità fisica, e Rasbak, racconto di violenza e vendetta di un giovane ladro nei confronti del suo spietato capo.

Quattro saranno invece i film provenienti dalla Thailandia, ovvero The Edge of Daybreak, dramma famigliare di Taiki Sakpisit, The Medium, di Banjong Phisantankun, Come Here, mistery dramma di Anocha Suwichankong e, in particolare, Anatomy of Time, di Jachavral Nilthamrong, diviso tra passato e presente, con la memoria quale unico ponte tra questi due tempi.

Altri film importanti presenti in questa edizione del festival saranno il film giapponese Somebody’s Flowers, un giallo firmato da Yusuke Okuda, e Anita, di Longman Leung, incentrato sulla vita della celebre cantante e attrice Anita Mui. Il dramma familiare torna invece protagonista con Three Sisters, del sudcoreano Lee Sungwong.

Completano il programma opere di registi esordienti come i cinesi You Zhou, con The way back in the mirror, Tang-yu Quiang, con il dramma The Wheat, Yunbo Li con Ms. Pearl, e Qi Rui, con The Day Is Over. Dalla Corea del Sud arriva Lee Ran-hee, con l’opera prima A Leave, mentre dalle Filippine proviene Daniel Palacio, di cui viene invece presentata la sua opera seconda dal titolo The Brokers.

Tra gli ospiti attesi e confermati al momento saranno presenti il regista Brillante Mendoza e l’attore Vince Rillon.

Nel corso della sua quasi ventennale attività Asian Film Festival si è dimostrato una vetrina sul miglior cinema d’autore dei paesi dell’Estremo Oriente. Insieme a proiezioni di film inediti, ha organizzato anche numerose retrospettive dedicate ai maestri, ospiti di gala del festival nelle passate edizioni.

Per maggiori informazioni e contenuti consultare il sito ufficiale (in continuo aggiornamento):

https://www.asianfilmfestival.info/

flicker / nik sheehan. 2009

The flicker effect was identified by the famously independent-minded scientist W. Grey Walter in his best- selling 1953 book The Living Brain.
Grey Walter – who was soon to become the father of Artificial Intelligence – discovered that by using high-powered stroboscopes and experimenting with trigger feedback techniques where the flash was set to fire in synchronization with the brain’s rhythms, the brain is, “transformed temporarily to a different sort of brain.” Walter found that time itself could become lost or disturbed. As he observed of one subject:

“[He had] the sense of having been pushed sideways in time by flicker. Yesterday was no longer behind, and tomorrow was no longer ahead..”

Stroboscopic light, or light flashing on the eye between 8 and 13 flashes per second, induces alpha wave activity in the brain – a state normally associated with dreaming and creativity. Subjects often report seeing shapes and colours, some have full-blown hallucinations, others mystical experiences. Approximately one in 4,000 people will have an epileptic seizure.

In 1997, ten million Japanese schoolchildren, and some adults, tuned into the animé cartoon Pokemon to see a “flashing explosion with high frequency red and blue flicker stimulation” hit the screen and persist. What happened next sparked international headlines. Some viewers went into a trance-like state, as if hypnotized. Others experienced altered vision and shortness of breath. Some passed out, others had seizures. Hospitals all over Japan received admissions, though nobody was permanently damaged.

http://www.flickerflicker.com/flash/WhatIsFlicker/WhatIsFlicker.html

https://www.goodreads.com/book/show/434039.Chapel_of_Extreme_Experience

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“walden” aka “diaries, notes and sketches” / jonas mekas. 1969

16mm, colour – filmed 1964 to 1968

Poet Jonas Mekas, born in Lithuania in 1922, invented the diary form of film-making. ‘Walden’, his first completed diary film, is an epic portrait of the New York avant-garde art scene of the 60s, is also a groundbreaking work of personal cinema.

The film features figures of the scene such as Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Tony Conrad, Stan Brakhage, Carl Th. Dreyer, Timothy Leary, Baba Ram Dass, Gregory Markopoulos, Allen Ginsberg, Andy Warhol, Jerome Hill, Barbet Schroeder, Jack Smith, Edie Sedgwick, Nico, Velvet Underground, Ken Jacobs, Hans Richter, Standish D. Lawder, Adolfas Mekas, Shirley Clarke, Jud Yalkut, Peter Kubelka, Michael Snow and Richard Foreman.

“Since 1950 I have been keeping a film diary. I have been walking around with my Bolex and reacting to the immediate reality: situations, friends, New York, seasons of the year. On some days I shoot ten frames, on others ten seconds, still on others ten minutes. Or I shoot nothing…. Walden contains material from the years 1964-1968 strung together in chronological order.” – Jonas Mekas

From: youtu.be/I5VghhMsIic