nuova edizione del “laborintus” commentato da erminio risso (ed. manni)

Laborintus, pubblicato nel 1956, è l’opera prima di Edoardo Sanguineti e quella che traccerà la via di tutta la sua produzione successiva: in 27 sezioni vi si racconta l’attraversamento di un paesaggio lunare, che è figura della terra postatomica, da parte di personae che si incontrano, si cercano, si allontanano, provano ad amarsi e continuamente si trasformano. Il poeta tiene insieme materiali disparati e maledetti, utilizza linguaggi eterogenei, copre temi ancora attualissimi che vanno dalla corporeità alla globalizzazione. È insomma un’opera assai complessa e atipica nel panorama italiano, tanto da richiedere un’esegesi sul modello della Divina Commedia. Erminio Risso ha condotto tale analisi – le sezioni, riprodotte integralmente, sono introdotte, commentate e annotate – entrando nell’officina del poeta, nel suo laboratorio, nel tentativo di portare alla luce l’intera struttura del testo e ne ha indagato le diverse componenti per mostrare e descrivere l’atteggiamento sanguinetiano verso la letteratura e, più globalmente, la realtà, e illuminare così il percorso di scrittura di un materialista storico: la sua Bildung e la sua enquête. Questa edizione, integrata e completata alla luce di nuovi materiali, è accresciuta da una Introduzione di Erminio Risso e da un’Appendice con scritti di Sanguineti sulla sua poetica e sulla genesi di Laborintus, simbolo insuperato delle radicali sperimentazioni neoavanguardistiche. https://www.mannieditori.it/libro/laborintus-di-edoardo-sanguineti-0

scritti critici inediti di sanguineti, nelle edizioni del verri

Una serie di scritti critici di
Edoardo Sanguineti apparsi su varie testate
dal 1948 fino al 1965 e mai più riproposti in
altra sede. Si trovano le primissime recensioni
a libri e film di un Sanguineti neppure
ventenne pubblicate su riviste come “Sempre
Avanti!”, “Numero” e “il verri”, che si
arricchiscono di contributi più tardi dedicati
da Sanguineti a Foscolo, Kafka, Landolfi,
all’estetica di Tolstoj, alle traduzioni dallo
spagnolo di Ungaretti. Tra queste carte disperse
e ora ritrovate si legge anche una
breve ma fondamentale recensione a “Come
si agisce” di Nanni Balestrini uscita su “marcatré”
nel 1963 oltre al resoconto dello
storico incontro del gruppo 63 a Palermo,
pubblicato anonimo e ora qui attribuito a
Sanguineti in modo inequivocabile dai curatori
Gian Luca Picconi e Erminio Risso.
Il volume si conclude con una serie di saggi
critici di Surdich, Rodda, Morando, Lorenzini,
Zublena e Ottonieri che si confrontano con la
figura di Sanguineti storico della letteratura
a partire proprio dal materiale bibliografico
qui riproposto

http://www.ilverri.it/index.php/le-collane/collana-blu/edoardo-sanguineti-e-il-gioco-paziente-della-critica-detail