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annus mirabilis 1922 – césar vallejo e thomas stearns eliot

Due testi cardini del novecento in due nuove e preziose traduzioni: Trilce di C.Vallejo, tradotto da Lorenzo Mari per Argolibri, e La terra devastata  di T.S.Eliot tradotto da Carmen Gallo per il Saggiatore, a cento anni dalle prime edizioni.

Intervergono:
Carmen Gallo, poeta e traduttrice
Lorenzo Mari, poeta e traduttore
Martha Canfield, Docente Lett. Ispanoamericana, Università di Firenze
Donatella Izzo,  Docente di Lett. Angloamericana, L’Orientale di Napoli
Andrea Raos, poeta e traduttore

argonline.it/annus-mirabilis-1922-un-incontro-online-dedicato-a-c-vallejo-e-t-s-eliot/

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“zanzotto européen”: paris, jeudi 25 et vendredi 26 novembre à partir de 10h

.it

iicparigi.esteri.it/iic_parigi/it/gli_eventi/calendario/2021/11/colloque-international-zanzotto.html

Nel quadro delle iniziative di celebrazione del centenario della nascita di Andrea Zanzotto, l’Istituto italiano di cultura in collaborazione con l’Université de Lorraine, l’Ens, la Maison de la Poésie e la Maison d’Italie organizza un convegno che intende proiettare la figura letteraria e intellettuale del poeta in una dimensione europea. Relatori e relatrici invitate analizzeranno la sua opera poetica e la sua riflessione saggistica, nonché i dialoghi intessuti con figure-chiave della poesia europea: da Hölderlin a Rimbaud, da Bataille e Leiris a Michaux, da Celan a Mallarmé.

Potete scaricare il programma qui.

Il convegno si svolgerà in lingua italiana e francese.

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Programma

zanzotto europeozanzotto europeo

pdf:
iicparigi.esteri.it/iic_parigi/resource/doc/2021/11/iic-zanzotto-def-211112.pdf

 

Informazioni

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due aree. post generale, poi personale

1. In sintesi estrema

“Nuovi Argomenti” nasce nel 1953. “Il verri” nel 1956. È del 1957 la polemica aspra fra Pasolini e Sanguineti su sperimentalismo e neosperimentalismo, che si consuma tra le pagine di un paio di numeri della rivista “Officina”.

Da allora e fino a oggi, dunque da quasi 70 anni, la letteratura italiana è spezzata in due.

Dopo qualche circoscritta fortuna einaudiana e feltrinelliana, l’editoria ‘maggiore’ (oggi, meglio: ‘a grande distribuzione’, o forse ‘generalista’) sarà costantemente collocata, o in misura maggioritaria collocabile, nell’area Mondadori Pasolini Sereni eccetera. Scelta fatta. Per una forma sempre ‘rassicurante’.

Sponda – soprattutto dagli anni Ottanta – per la nuova lirica, visceralmente avversa alla sperimentazione, negatrice di tutto quello che succede nel versante della ricerca letteraria, specie se avanzata (e sotto qualsiasi egida, fosse pure universitaria, o artistica, in legame o no con istituzioni come il MoMA o il Centre Pompidou, per dire).

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biciclette e pattini

È comprensibile e visibile la differenza tra Christophe Tarkos e (non so, dico un nome) Luciano Erba? O tra Denis Roche e Zanzotto? O tra K.S.Mohammad e Corazzini? O tra Ponge e Michaux? O tra Jeff Derksen e Giuliani? O tra Jean-Marie Gleize e Eliot?

Non so, a volte mi domando se abito le stesse regioni linguistiche di tanti amici sodali lettori scrittori. (Sembra come se davanti a esperienze condivisibili si alzasse un muro percettivo; si aprisse il non visibile pieno, il non raggiungibile – proprio sul piano, ripeto, percettivo).

È comprensibile e visibile, è decifrabile, in qualche modo, il fatto che uno possa amare molto Erba, Zanzotto, Corazzini, Michaux e Giuliani, e infinitamente Eliot, e tuttavia principalmente seguire e curare delle collane e dei materiali che percorrono linee di scrittura riconducibili piuttosto a Tarkos, Roche, Mohammad, Ponge, Derksen, Gleize?

È comprensibile poi il fatto che seguire e curare determinate linee non comporta ipso facto alcuna svalutazione di linee differenti? (Alcun disinteresse, anche).

Per quale bizzarro motivo dei ciclisti in sella da anni (e che non pattinano) si meravigliano se – guardandosi attorno – si avvedono di non trovarsi dentro rotonde di pattinaggio?

Continuo, allibito, a constatare che qualcosa di misterioso impedisce a molti di distinguere una bicicletta da un paio di pattini.

Questo non impedisce a me di pattinare, ok, ma è mica facilissimo, in una rotonda in cui vengono continuamente lasciate o lanciate biciclette (o carcasse di bicicletta).

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pagine estive (o quasi) che vanno bene anche per l’autunno _ (8) due post su punto critico

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il quarto incluso: su portbou

4i

http://blogportbou.wordpress.com/2013/04/08/il-quarto-incluso/

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sul “manifesto” di ieri

segnalo questo notevole articolodi Gian Maria Annovi,  su Eliot/Waste Land.
sul “manifesto” di ieri: http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120810/manip2pg/10/manip2pz/327092/

[accodo (en passant) un rinvio a una riflessione personale sul Tiresia di Giuliano Mesa, a proposito del quale facevo riferimento al poemetto eliotiano: http://puntocritico.eu/?p=1213]

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