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alla voce “sottobosco” (poetico)

Ogni tanto leggo in rete una qualche rivalutazione del sottobosco. Ma più spesso una definizione del tutto scorretta: il sottobosco sarebbe il cumulo degli autori semplicemente non ancora affermati. Al loro affermarsi, ecco che per magia perderebbero l’epiteto di sottobosco.

INVECE, a quanto ritengo e ricordo (e stando a quanto spesso e volentieri sosteneva con energia Giuliano Mesa, per dire), il sottobosco è altra cosa. Si tratta dei cattivi poeti –  privi di elementi di qualsivoglia evoluzione promettente. Poeti e scrittori pacchiani, kitsch, inconsapevolmente ridicoli, spesso tonitruanti, altre volte miti e appartati (per fortuna).

Al sottobosco (lirico, sperimentale, neoimpegnato, cinico, realista, tuttista) in questi ultimi decenni è stato offerto più di un passaggio in ascensore. Se ne contano molti, di autori illeggibili traghettati verso il timbro di “poeta” dall’editoria maggiore, media, minore e minima (ma di qualità, mi raccomando).

Questo però esula dalla questione nomenclativa, che mi premeva qui registrare.

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“studiolo” (et alia)

http://a4rizm.tumblr.com/post/62655877457/studiolo

http://a4rizm.tumblr.com/post/62713704060/wunderkammer

http://a4rizm.tumblr.com/post/62827703570/chambre-des-merveilles

http://a4rizm.tumblr.com/post/63161142285/antiquites

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appunti sulle categorie zombie e sulla nozione di gerarchia nel campo letterario

http://www.nazioneindiana.com/2013/10/17/appunti-sulle-categorie-zombie-e-sulla-nozione-di-gerarchia-nel-campo-letterario/

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