ovviamente: chi salva i naufraghi non è un criminale

dagli aggiornamenti di Amnesty International:

(1) Carola Rackete è libera.
(2) La solidarietà non è reato e
(3) la Libia non è un porto sicuro

La giudice per le indagini preliminari di Agrigento ha deciso di disporre il rilascio della comandante della nave Sea Watch 3 Carola Rackete. Come comandante della nave, Carola Rackete ha rispettato l’obbligo di soccorrere persone in mare e farle approdare in un luogo sicuro.

Soccorrendo uomini, donne e bambini nel Mediterraneo e trasportandoli in un porto sicuro dopo settimane trascorse in mare – ha aggiungo la nostra ricercatrice –, Carola Rackete ha fatto il suo dovere secondo il diritto internazionale e la legge italiana. Negandole un porto, sono state le autorità italiane così come quelle maltesi a violare quelle stesse norme.

Carola Rackete è la prima vittima delle nuove, dure norme sulla sicurezza chiamate “decreto sicurezza bis“, redatte col palese intento di porre fine alle attività di ricerca e soccorso in mare da parte delle Ong.

Invia anche tu un messaggio di solidarietà a Carola Rackete e falle sentire la tua vicinanza, cercheremo di consegnarglielo quanto prima: https://www.amnesty.it/io-sto-con-carola/

i volenterosi carnefici (o sostenitori)

Da un po’ di giorni mi viene da pensare che effettivamente il paragone con fascismo e nazismo, oltre a non essere affatto insensato per il tipo di (e per le concrete conseguenze dei) meccanismi legislativi, ha spessore anche considerando i sostenitori o i “volenterosi carnefici” (socialmediali e reali) del governo in carica.
Con un’aggiunta.
Sembrerebbe di poter dire che in (“percepita”, da me) *larga* parte delle energie giovani e “senza storia” che si accaniscono contro i migranti e contro coloro che li mettono in salvo sia in atto *precisamente* una più o meno cosciente golosità di rivivere la storia.
Forse non vedevano l’ora, da tempo non vedevano l’ora, di prendere parte a quel buco nero antropologico che è stato il consenso di massa, consenso omicida, allo sterminio.
Qualcuno gliene dà ora l’opportunità.

testo da inviare alla guardia costiera

“AIUTATECI, PRESTO NON RIUSCIRO’ PIU’ A PARLARE PERCHE’ STO CONGELANDO”

Nel Mar Mediterraneo, nel mare “nostrum”, in questi minuti, si sta rischiando un’altra tragedia, l’ennesima.
Un’imbarcazione a largo della Libia ha lanciato un allarme. A bordo ci sono 100 persone, tra cui 20 donne e 12 bambini, che stanno rischiando il congelamento.
Il governo maltese e quello italiano non stanno intervenendo, sostenendo che la guardia costiera libica ha la situazione sotto controllo e che sta per intervenire, ma non è così. Sono già passate tre ore da quando sono state lanciate le prime drammatiche richieste di aiuto dall’imbarcazione.

CHIEDIAMO SUBITO ALLA GUARDIA COSTIERA ITALIANA DI INTERVENIRE.

NON POSSIAMO PERMETTERCI DI AVERE SULLA COSCIENZA 100 VITTIME, MENTRE LE OSSERVIAMO MORIRE SENZA FARE NULLA PER SALVARLE. *** INVITIAMO TUTTE/I A MANDARE SUBITO UNA MAIL AGLI INDIRIZZI
guardiacostiera@guardiacostiera.it , guardiacostiera@mit.gov.it
CON IL SEGUENTE TESTO*** OGGETTO:
20 GENNAIO 2019 – RICHIESTA DI INTERVENTO IMMEDIATO PER ILSALVATAGGIO DI 100 VITE UMANE

TESTO:
Io sottoscritto, NOME+COGNOME, chiedo alla Guardia Costiera Italiana di rispondere ai principi di solidarietà delle persone di mare, e di intervenire subito per salvare le persone a bordo dell’imbarcazione che si trova a largo delle coste libiche.
La Guardia Costiera italiana ha sempre svolto in questi anni importanti operazioni di soccorso in mare portando in salvo migliaia di persone: oggi non può restare a guardare la morte in diretta senza intervenire.
Non siate complici di questo delitto.

NOME+COGNOME

#StopGenocidio

aggiornamenti sulla situazione a roma, da baobab (“in strada donne e bambini”)

In questo momento ci sono in strada donne e bambini […] Arrivano a decine al presidio di Piazzale Spadolini, nonostante i porti chiusi a scopo propaganda, in questi giorni freddi, freddissimi fuori e dentro. Dopo lo sgombero del 13 novembre, abbiamo avuto oltre 150 nuovi arrivi, compresi donne e bambini anche molto piccoli provenienti dagli sbarchi in Sicilia e Calabria, o dal nord Europa rispediti in Italia in applicazione del Regolamento Dublino. Si aggiungono ai migranti rimasti ancora esclusi dal sistema di accoglienza istituzionale, nonostante le promesse che ci erano state fatte dai rappresentanti delle Istituzioni prima e dopo gli sgomberi.

I volontari ce la stanno mettendo tutta: le attività […]

LEGGERE QUI L’INTERO AGGIORNAMENTO