peter ganick e un’idea di scrittura installativa

Peter era tra gli autori principali di cui parlava questo articolo di qualche anno fa (15 marzo 2015):
https://www.alfabeta2.it/2015/03/15/gioco-e-radar-09-scritture-installative-prima-parte/

cfr. anche qui:

Click to access mgiovenale_giocoeradar_scritture_installative1_alfabeta2.pdf

congedo di alfabeta2

15 settembre 2019

Alfabeta2, come la precedente alfabeta, è legata indissolubilmente al nome e all’opera di Nanni Balestrini, che – come sapete – non è più tra noi dallo scorso 19 maggio. Per questo con il numero di oggi, dopo aver pubblicato i testi raccolti o commissionati prima della sua scomparsa, ci congediamo dai nostri lettori. Anche se la rivista chiude le pubblicazioni, tutti i materiali che abbiamo pubblicato in questi anni resteranno accessibili in rete almeno sino alla fine del 2020 e, in seguito, all’interno dell’Archivio Balestrini.

Sappiamo che questa, per i lettori, è una perdita. Lo è anche per noi. Dal 2010 in avanti, prima su carta e poi in rete, alfabeta2 ha avuto un ruolo importante in un dibattito, quello culturale e politico italiano, più che mai impoverito. Del lavoro che abbiamo fatto insieme alla comunità dei nostri collaboratori, che negli anni è sempre cresciuta in quantità e qualità, per quanto è stato possibile in un contesto certo non facile, siamo fieri. E lo siamo pure del riscontro ottenuto, della discussione che in molti casi abbiamo contribuito a stimolare. Proprio per questo il congedo odierno vale anche come una dichiarazione di intenti; mutuando il motto brechtiano di Nanni, assicuriamo che, nel futuro più o meno prossimo, anche noi ne faremo un’altra. Alfa e Beta sono solo le prime due lettere.

Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa

https://www.alfabeta2.it/2019/09/15/ma-noi-facciamone-unaltra-un-congedo/

ricordo di nanni balestrini: letture, testimonianze, materiali: a roma oggi, 19 giugno, al teatro argentina

Roma, Teatro Argentina
OGGI, mercoledì 19 giugno 2019

Dalle 17 alle 23, fra Sala Squarzina e Sala Grande, una kermesse

a cura di alfabeta2: conversazioni letture proiezioni performance e musiche

per Nanni Balestrini
«artista totale della parola» (1935-2019)

illustreranno la sua figura tra editoria e comunicazione, politica e società,

immagini e video, poesia e narrativa, musica e teatro.Sala

Intervengono fra gli altri, in ordine di apparizione (più o meno!):

Paolo Fabbri, Gino Di Maggio, Romano Luperini, Renato Parascandolo, Vittorio Pellegrineschi, Renato Barilli e Silvia Ballestra; Franco Berardi “Bifo”, Paolo Virno e Francesco Raparelli; Valentina Valentini, Michele Emmer, Paolo Bertetto, Gianfranco Baruchello, Carla Subrizi, Achille Bonito Oliva, Patrizio Peterlini e Manuela Gandini; Roberto D’Agostino; Alberto Capatti; Flavia Mastrella e Antonio Rezza; Fausto Curi e Niva Lorenzini; Rachel Kushner; Giovanni Fontana, Cecilia Bello Minciacchi, Marco Giovenale e Michele Zaffarano; Silvia Tripodi; Tommaso Ottonieri, Marco Palladini ed Emanuele Trevi; Gilda Policastro e Cetta Petrollo Pagliarani; Florinda Fusco e Franca Rovigatti; Maria Grazia Calandrone, Laura Cingolani, Fiammetta Cirilli, Elisa Davoglio, Fabio La Piana, Massimiliano Manganelli, Vincenzo Ostuni, Lidia Riviello e Sara Ventroni; Mario Gamba, Alvin Curran, Iaia Forte, Fabrizio Parenti con Josafat Vagni, Ilaria Drago con Luigi Cinque e Gianluca Ruggeri; Peppe Servillo

Conducono
Maria Teresa Carbone e Andrea Cortellessa

perché non gli italiani e invece gli altri sì, 15 _ [r]

a2Gioco (e) radar, a cura di MG

INDICE DEGLI INTERVENTI

Un’introduzione a Gioco (e) radar, 11 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/11/unintroduzione-gioco-radar/

Gioco (e) radar #01: Kenneth Goldsmith, 18 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/18/gioco-radar-01-kenneth-goldsmith/

Gioco (e) radar #02: Prime critiche (?), 25 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/25/gioco-e-radar-02-prime-critiche/

Gioco (e) radar #03: Glitch, alterazioni, disfunzioni [prima parte], 1 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/01/gioco-e-radar-03-glitch-alterazioni-disfunzioni-prima-parte/

Gioco (e) radar #04: Glitch, alterazioni, disfunzioni [seconda parte: addenda politici], feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/08/gioco-e-radar-04-glitch-alterazioni-disfunzioni-seconda-parte-addenda-politici/

Gioco (e) radar #05: Asemic writing, 18 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/15/gioco-e-radar-05-asemic-writing/

Gioco (e) radar #06: Elencazioni, non narrazioni, 22 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/22/gioco-e-radar-06-elencazioni-non-narrazioni/

Gioco (e) radar #07: Lo spazio si verbalizza, 1 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/01/gioco-e-radar-07-lo-spazio-si-verbalizza/

Gioco (e) radar #08: Loose writing, 8 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/08/gioco-e-radar-08-loose-writing/

Gioco (e) radar #09: Scritture installative [prima parte], 15 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/15/gioco-e-radar-09-scritture-installative-prima-parte/

Gioco (e) radar #10: Scritture installative [seconda parte], 22 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/22/gioco-e-radar-10-scritture-installative-seconda-parte/

Gioco (e) radar #11: Interruzioni / arresti [Due note sui Saggi di letteratura arrestata (Essais de littérature arrêtée) di Denis Roche], 29 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/29/gioco-e-radar-11-interruzioni-arresti-due-note-sui-saggi-di-letteratura-arrestata-essais-de-litterature-arretee-di-denis-roche/

Gioco (e) radar #12: La frase nuova, 5 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/05/gioco-e-radar-12-la-frase-nuova/

Gioco (e) radar #13: Cambio di paradigma. Alcune annotazioni, 12 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/12/gioco-e-radar-13-cambio-di-paradigma-alcune-annotazioni/

Gioco (e) radar #14: Indeterminazioni e prose di due autori (in)attuali [Prima parte: Hofmannsthal], 19 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/19/gioco-e-radar-14-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-prima-parte-hofmannsthal/

Gioco (e) radar #15: Indeterminazioni e prose di due autori (in)attuali [Seconda parte: Joyce], 26 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/26/gioco-e-radar-15-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-seconda-parte-joyce/

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25 gennaio, galleria nazionale: presentazione dell’almanacco alfabeta2

Layout 1
Presentazione dell’Almanacco 2019. Cronaca di un anno

a cura di
Nanni Balestrini e Maria Teresa Carbone

Venerdì 25 gennaio 2019, alle ore 18:00
Roma, Galleria Nazionale, viale delle Belle Arti 131
Sala delle Colonne

Ingresso libero

Intervengono
Nanni Balestrini, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Furio Colombo, Mario Gamba, Vincenzo Ostuni, Letizia Paolozzi, Roberto Silvestri, Antonella Sbrilli

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta Almanacco 2019. Cronaca di un anno, che ricostruisce e ripercorre con uno sguardo ampio e tutt’altro che neutro, le tappe più significative dell’anno 2018.

Agli almanacchi antichi e moderni, al loro sotterraneo esercizio critico, tanto più prezioso in una fase come questa, dove l’idea stessa di critica pare obsoleta, si riallaccia questo nuovo importante volume a cura di Nanni Balestrini e Maria Teresa Carbone. I testi dell’Almanacco, a cui è affiancata una selezione dei materiali proposti con cadenza settimanale dalla rivista «alfabeta2» nel 2018, affrontano numerose tematiche: dalla letteratura all’editoria, dalla società all’arte, dal teatro al cinema e alla musica. Il volume contiene i contributi dei curatori e dei seguenti autori: Andrea Cortellessa, Furio Colombo, Lelio Demichelis, Andrea Fumagalli, Mario Gamba, Manuela Gandini, Giorgio Mascitelli, Vincenzo Ostuni, Letizia Paolozzi, Roberto Silvestri, Valentina Valentini, G. B. Zorzoli.

Le fotografie sono di Uliano Lucas.

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/396405521127227

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – viale delle Belle Arti 131 – 00197 Roma

frammenti dai “saggi di letteratura arrestata”, di denis roche

qui pochi frammenti da uno dei Saggi di letteratura arrestata di Denis Roche, di cui parlavo tempo addietro:
https://axolotl-denisroche.com/2018/09/02/2-septembre/

la mia annotazione (da un saggio in costruzione) è qui:
https://www.alfabeta2.it/2015/03/29/gioco-e-radar-11-interruzioni-arresti-due-note-sui-saggi-di-letteratura-arrestata-essais-de-litterature-arretee-di-denis-roche/

un commento visivo del 1958 a un articolo del 2018

“CONTRABBANDARE !? ma cosa dici ?!”. Già in La legge è la legge (1958) Totò e Fernandel commentavano l’infelice passaggio di questo articolo, che così recita:

quella pretesa di contrabbandare scelte personali spesso unilaterali e riduttive per categorie interpretative generali. In questi anni hanno prosperato almeno due coppie dicotomiche, utilizzate spesso come categorie critiche in grado di fotografare quanto avveniva nelle pratiche dei poeti (di ricerca o meno) contemporanei. La prima si è affermata in seno al gruppo GAMMM, di cui io stesso ho fatto parte, e difende una sorta d’incompatibilità tra scritture installative e scritture performative. 

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“strettoie” nello speciale sul premio pagliarani, in alfabeta2

su alfabeta2, ieri, uno Speciale sul Premio Pagliarani 2017,
con le motivazioni della giuria che ha selezionato i finalisti
(tra i quali anche Strettoie, su cui scrive Maria Teresa Carbone):

Marco Giovenale, Strettoie, Arcipelago Itaca, 2017, 88 pp., € 13

A proposito della sua stessa scrittura, Marco Giovenale in Shelter parlava di «un flusso stabilmente interrotto. Sospeso, ripreso. Minacciato di nuovo, costretto a macchie di ombra. Forward e rewind sono nello stesso tasto, libro». E prima ancora, nella Casa esposta, evocava una matrice del mancare, «forma preformata di qualsiasi traccia che cede».

Cedimenti e slittamenti sono anche i materiali con i quali è costruito Strettoie,opera composta di tre brevi raccolte scritte e assemblate separatamente, ma tanto omogenee da «precipitare in unità». Di nuovo Giovenale si muove dentro l’ossimoro di una stabile interruzione, di un simultaneo avanti-indietro, di un luogo che non riesce a fare a meno di sottrarsi, di non esserci più – o meglio, di essere, come anticipa il titolo, «stretto»: «[…] Deve lasciare in poco tempo questo=quel / poco spazio. Il resto fondato sul resto».

Qui, come e più che nei testi precedenti, si vede come Giovenale si ponga, di fronte al mondo, in una posizione risolutamente sghemba e (apparentemente) di margine, appunto il resto che si fonda sul resto, dove lateralità e letteralità procedono di pari passo, per sussulti successivi: «Ma non ci saranno / i caffè (leggi: i locali) / sostituiti da stalli / per i morelli degli psicopatici / che però corrono, vincono, / diventano ricchi e / vi danno lavoro – a quelli come voi».

Voci e controvoci si susseguono in una ideale conversazione che attraversa i testi e nella quale ogni parola sembra restare per un attimo sospesa in aria, come la palla di un giocoliere, o un ologramma pronto a imprimersi nella pupilla. Del resto, proprio per Strettoie Massimiliano Manganelli ha scritto che, «più che dire qualcosa con le parole, Giovenale intende far parlare le parole stesse, esponendole come fossero cose».

Maria Teresa Carbone

molto superficialmente, la poesia

Molto superficialmente trafugo alcune righe a un’intervista fatta da Andrea Inglese a Sabina Loriga (cfr. qui):

<<Probabilmente, questo desiderio di passato e questo sospetto verso la storia sono connessi a quattro fenomeni sociali fondamentali: la democratizzazione dell’istruzione, con l’aumento impressionante di studenti universitari; l’invecchiamento della popolazione, con una “terza” e “quarta” età sempre più interessate al passato; lo sviluppo del turismo, con la valorizzazione (anche economica) dei siti storici; e, ovviamente, internet che ha cambiato le frontiere delle competenze e che permette, a ognuno di noi, di organizzarsi la “propria” versione del passato>>

e le trasformo così:

<<Probabilmente, questo desiderio di poesia del passato e questo sospetto verso la poesia sono connessi a quattro fenomeni sociali fondamentali: la democratizzazione dell’istruzione, con l’aumento impressionante di studenti universitari; l’invecchiamento della popolazione, con una “terza” e “quarta” età sempre più interessate al passato della poesia; lo sviluppo del turismo testuale, con la valorizzazione (anche economica) delle voci autoriali e dei movimenti storicizzati; e, ovviamente, internet che ha cambiato le frontiere delle competenze e che permette, a ognuno di noi, di organizzarsi la “propria” versione del passato e del presente della poesia>>.

massimiliano manganelli su “strettoie” (in alfabeta2)

Massimiliano Manganelli, Marco Giovenale, il linguaggio delle cose: Se c’è uno stigma che si addossa spesso alla cosiddetta scrittura di ricerca è quello della sua difficoltà, della mancanza di un carattere, se così si può dire, reader-friendly, se non addirittura dell’incomprensibilità. Si ignora così, o si finge di ignorare, che questa scrittura – nelle varie tipologie formali in cui si incarna – interpella il lettore con grande forza, lo chiama in causa nel processo di fruizione del testo, attribuendogli un ruolo più che mai attivo. Di qui la difficoltà, certo, perché il lettore-fruitore, per condurre il gioco interpretativo, deve passare attraverso le strettoie di una architettura testuale spesso intricata (tutti i giochi, del resto, hanno delle regole).  – Leggi:>