oggi, 11 giugno, a roma, presso la sede centrale dell’upter: lettura di poesie

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L’UPTER – Università Popolare di Roma – è lieta di invitarvi alla
GIORNATA CONCLUSIVA APERTA A TUTTI
del primo corso completo di poesia contemporanea
edizione inaugurale A.A. 2017/18 (www.upter.it/poesia)

OGGI, lunedì 11 giugno, Palazzo Englefield,
Via Quattro Novembre 157 – Roma

h. 16:00
Presentazione dei QUADERNI ITALIANI DI POESIA CONTEMPORANEA
ed. Marcos y Marcos
(con tredici edizioni biennali da oltre venticinque anni una delle principali pubblicazioni di giovani autori in Italia)

Introduce Franco Buffoni
Leggono autori dagli ultimi tre Quaderni:
Maria Borio, Maddalena Bergamin, Lorenzo Carlucci, Marco Corsi,
Fabio Donalisio, Antonio Lanza, Franca Mancinelli, Samir Galal Mohamed,
Eleonora Pinzuti, Jacopo Ramonda

h. 18:00
INCONTRO CON NANNI BALESTRINI
Nanni Balestrini discute i rapporti tra avanguardia letteraria e movimenti sociali, in occasione
del cinquantenario del ’68, e legge estratti ispirati al tema dalla sua produzione poetica

h. 18:45
LETTURA DI POESIE
Leggono loro testi alcuni tra i docenti e gli autori invitati del corso:
Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Elisa Davoglio, Guido Mazzoni, Gilda Policastro

h. 20:00
Saluti e brindisi di chiusura

*

Saluti di Francesco Florenzano, presidente dell’Upter

Coordinano Marco Giovenale e Valerio Massaroni

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11 giugno, roma, upter: giornata conclusiva di letture a palazzo englefield

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L’UPTER – Università Popolare di Roma – è lieta di invitarvi alla
GIORNATA CONCLUSIVA APERTA A TUTTI
del primo corso completo di poesia contemporanea
edizione inaugurale A.A. 2017/18 (www.upter.it/poesia)

Lunedì 11 giugno, Palazzo Englefield,
Via Quattro Novembre 157 – Roma

h. 16:00
Presentazione dei QUADERNI ITALIANI DI POESIA CONTEMPORANEA
ed. Marcos y Marcos
(con tredici edizioni biennali da oltre venticinque anni una delle principali pubblicazioni di giovani autori in Italia)

Introduce Franco Buffoni
Leggono autori dagli ultimi tre Quaderni:
Maria Borio, Maddalena Bergamin, Lorenzo Carlucci, Marco Corsi,
Fabio Donalisio, Antonio Lanza, Franca Mancinelli, Samir Galal Mohamed,
Eleonora Pinzuti, Jacopo Ramonda

 

h. 18:00
INCONTRO CON NANNI BALESTRINI
Nanni Balestrini discute i rapporti tra avanguardia letteraria e movimenti sociali, in occasione
del cinquantenario del ’68, e legge estratti ispirati al tema dalla sua produzione poetica

h. 18:45
LETTURA DI POESIE
Leggono loro testi alcuni tra i docenti e gli autori invitati del corso:
Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Elisa Davoglio, Guido Mazzoni, Gilda Policastro

h. 20:00
Saluti e brindisi di chiusura

*

Saluti di Francesco Florenzano, presidente dell’Upter

Coordinano Marco Giovenale e Valerio Massaroni

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[replica] _ spettri che parlano

La letteratura, come la politica, conta più corpi di quanti ne identifichi l’ordine poliziesco. Tutte e due includono nelle loro invenzioni dei quasi-corpi che non sono che “spettri” per lo sguardo dell’ordine dominante del visibile.

Jacques Rancière, Ai bordi del politico
(1998, tr. it. Cronopio, Napoli 2011, p. 16)

C’è un elemento, carattere o segnale politico nelle scritture? In alcune scritture? Diremmo che affiora o si nasconde sempre in tutte, e che sta in qualsiasi articolazione del linguaggio. Ma si tratterà solo di un carattere frontale, esplicitante, della pagina? Un carattere assertivo? Non si incarnerà piuttosto, tale carattere, in strategie formali diverse, in tracce diverse, e differenti aperture al lettore?

            Vorrei suggerirlo. Vorrei anche solo accennare al proficuo scompiglio portato nell’«ordine dominante del visibile» da quei graffi e grafie che abitano fuori dal vocabolario del dominio (assertivo), e fuori dall’incasellamento matematico e poliziesco nei generi letterari. Vorrei dunque, magari in parentesi, lateralmente, anche solo installare una freccia che indica alcune scritture degenerate. (Come di un frumento, anche, si dice che può essere deglutinato, privato di un coesivo che si rivela non essere unico né indispensabile).

                Chi ha ancora bisogno di rastrellare e tenere sotto controllo ogni possibile emissione di nuove pagine entro il recinto di un centro di permanenza temporanea, in attesa di smistarle nei campi dei generi letterari, inizia solitamente col catalogarle secondo quei parametri con i quali ha pacificamente o conflittualmente già fatto i suoi conti. Ne parlerà dunque come di “poesia”, decapitando ogni differenza; oppure ne parlerà come di testi che vengono dal periodo/eredità delle “avanguardie” o delle “nuove avanguardie”. Dirà: a volte sembrano tali, ‘ergo’ sono tali.

                A nessuno pare venir in mente che Continue reading

spettri che parlano

La letteratura, come la politica, conta più corpi di quanti ne identifichi l’ordine poliziesco. Tutte e due includono nelle loro invenzioni dei quasi-corpi che non sono che “spettri” per lo sguardo dell’ordine dominante del visibile.

Jacques Rancière, Ai bordi del politico
(1998, tr. it. Cronopio, Napoli 2011, p. 16)

C’è un elemento, carattere o segnale politico nelle scritture? In alcune scritture? Diremmo che affiora o si nasconde sempre in tutte, e che sta in qualsiasi articolazione del linguaggio. Ma si tratterà solo di un carattere frontale, esplicitante, della pagina? Un carattere assertivo? Non si incarnerà piuttosto, tale carattere, in strategie formali diverse, in tracce diverse, e differenti aperture al lettore?

            Vorrei suggerirlo. Vorrei anche solo accennare al proficuo scompiglio portato nell’«ordine dominante del visibile» da quei graffi e grafie che abitano fuori dal vocabolario del dominio (assertivo), e fuori dall’incasellamento matematico e poliziesco nei generi letterari. Vorrei dunque, magari in parentesi, lateralmente, anche solo installare una freccia che indica alcune scritture degenerate. (Come di un frumento, anche, si dice che può essere deglutinato, privato di un coesivo che si rivela non essere unico né indispensabile).

                Chi ha ancora bisogno di rastrellare e tenere sotto controllo ogni possibile emissione di nuove pagine entro il recinto di un centro di permanenza temporanea, in attesa di smistarle nei campi dei generi letterari, inizia solitamente col catalogarle secondo quei parametri con i quali ha pacificamente o conflittualmente già fatto i suoi conti. Ne parlerà dunque come di “poesia”, decapitando ogni differenza; oppure ne parlerà come di testi che vengono dal periodo/eredità delle “avanguardie” o delle “nuove avanguardie”. Dirà: a volte sembrano tali, ‘ergo’ sono tali.

                A nessuno pare venir in mente che Continue reading