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oggi, 25 gennaio: presentazione di “rovesciare lo sguardo. i tarocchi di emilio villa”

oggi

alle ore 18:15, tra meno di due ore, In collaborazione con Libreria Prosperi di Ascoli Piceno (AP) [Ogni acquisto effettuato su argonline (https://bit.ly/38n9qiu) sarà come se fosse stato fatto in libreria]

presentazione online di

ROVESCIARE LO SGUARDO. I TAROCCHI DI EMILIO VILLA

link alla trasmissione: https://youtu.be/399Qo9vFHlE

facebook.com/events/2975817459314199

Volume a cura di Bianca Battilocchi
(ed. Argolibri, collana ‘Talee’ curata da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini, 2020)

incontro
con Aldo Tagliaferri, Chiara Portesine, Fabio Pedone, Bianca Battilocchi

Rovesciare lo sguardo, questo il titolo scelto dalla curatrice Bianca Battilocchi per il libro, uscito lo scorso dicembre per Argolibri, dedicato ai “Tarocchi” di Emilio Villa, una selezione di testi poetici inediti stilati dall’autore negli anni Ottanta e ispirati allo stratificato sistema simbolico dei tarocchi, studiato e sviscerato dal poeta per oltre un trentennio.
Il poeta muove infatti dai ‘convenzionali’ Tarocchi di Marsiglia, per svilupparli poi in nuove serie di arcani (Tarots Cites, Tarots Labyrinthes, Trou Tarots, ed altri), in una consapevole dialettica tra leggibile e illeggibile che rivitalizza le provocazioni delle neoavanguardie, plasmando nuovamente la semantica poetica. Sono una costante i valori ipnotici dei versi e la lingua mitico-oracolare  – mantica e sciamanica, vitalistica perchè contagiata, meticcia e metamorfica – che insieme guidano il giocatore-lettore a formule rituali, in un contesto di gusto squisitamente gnostico, tese a divinare l’origine come la fine, della Poesia, della Storia e del Mondo.
«I tarocchi villiani, labirinto di suggestioni, appunti, brogliacci e componimenti poetici che si contaminano incessantemente tra loro, costituiscono un laboratorio in progress in cui, mettendo in dubbio la compattezza di ogni narrazione presunta conclusiva, si batte la via della paradossale riattivazione di un meccanismo sociale inceppato. Paradossale perché se, da una parte, come Battilocchi rileva, “Villa demolisce e centrifuga senza fine la materia linguistica”, dall’altra, solo demolendo il linguaggio dell’obiettività assoluta, supposto aldilà del misconoscimento, gli è dato di intravedere la possibilità di opporsi alla falsificazione pianificata, ormai dilagante grazie alla potenza dei nuovi mezzi di comunicazione», scrive Aldo Tagliaferri nell’introduzione al libro: da questo nodo e da altri vicoli ciechi del labirinto scrittorio villiano muoveranno gli ospiti dell’incontro, ovvero gli studiosi e critici Aldo Tagliaferri, Chiara Portesine, Fabio Pedone e Bianca Battilocchi.

argonline.it/prodotto/emilio-villa-rovesciare-lo-sguardo-i-tarocchi-di-emilio-villa/

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25 gennaio: presentazione di “rovesciare lo sguardo. i tarocchi di emilio villa”

facebook.com/events/2975817459314199

presentazione di

Rovesciare lo sguardo. I Tarocchi di Emilio Villa

a cura di Bianca Battilocchi
(ed. Argolibri, collana ‘Talee’ curata da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini, 2020)

incontro
con Aldo Tagliaferri, Chiara Portesine, Fabio Pedone, Bianca Battilocchi

Rovesciare lo sguardo, questo il titolo scelto dalla curatrice Bianca Battilocchi per il libro, uscito lo scorso dicembre per Argolibri, dedicato ai “Tarocchi” di Emilio Villa, una selezione di testi poetici inediti stilati dall’autore negli anni Ottanta e ispirati allo stratificato sistema simbolico dei tarocchi, studiato e sviscerato dal poeta per oltre un trentennio.
Il poeta muove infatti dai ‘convenzionali’ Tarocchi di Marsiglia, per svilupparli poi in nuove serie di arcani (Tarots Cites, Tarots Labyrinthes, Trou Tarots, ed altri), in una consapevole dialettica tra leggibile e illeggibile che rivitalizza le provocazioni delle neoavanguardie, plasmando nuovamente la semantica poetica. Sono una costante i valori ipnotici dei versi e la lingua mitico-oracolare  – mantica e sciamanica, vitalistica perchè contagiata, meticcia e metamorfica – che insieme guidano il giocatore-lettore a formule rituali, in un contesto di gusto squisitamente gnostico, tese a divinare l’origine come la fine, della Poesia, della Storia e del Mondo.
«I tarocchi villiani, labirinto di suggestioni, appunti, brogliacci e componimenti poetici che si contaminano incessantemente tra loro, costituiscono un laboratorio in progress in cui, mettendo in dubbio la compattezza di ogni narrazione presunta conclusiva, si batte la via della paradossale riattivazione di un meccanismo sociale inceppato. Paradossale perché se, da una parte, come Battilocchi rileva, “Villa demolisce e centrifuga senza fine la materia linguistica”, dall’altra, solo demolendo il linguaggio dell’obiettività assoluta, supposto aldilà del misconoscimento, gli è dato di intravedere la possibilità di opporsi alla falsificazione pianificata, ormai dilagante grazie alla potenza dei nuovi mezzi di comunicazione», scrive Aldo Tagliaferri nell’introduzione al libro: da questo nodo e da altri vicoli ciechi del labirinto scrittorio villiano muoveranno gli ospiti dell’incontro, ovvero gli studiosi e critici Aldo Tagliaferri, Chiara Portesine, Fabio Pedone e Bianca Battilocchi.

di villa in villa / raffaella terribile. 2017

Di Villa in Villa

(Una poesia “scanasciuta” e ciottoli arcani)

di Raffaella Terribile
(già in “STEVE”, n. 50, 2017, pp. 46-9)

L’incontro con una poesia bellissima e ignorata di Emilio Villa avviene nel corso del consueto appuntamento che il Laboratorio di Modena regala ai suoi affezionati amici, in occasione della presentazione del numero 49 di Steve, con un contributo critico su Emilio Villa. Si tratta di “Omaggio ai sassi di Tot”, scritta nel 1949 e circolata pochissimo, oggi quasi dimenticata. Il “padrone di casa”, Carlo Alberto Sitta, la presenta ricordando come fu Adriano Spatola ad avvicinar-glisi un giorno, con fare da complottista, per passargli questo testo, scritto molti anni prima, ignoto quasi a tutti e ripreso, nel 1962, su “Bab ilu”.

Un testo che sconcerta e sorprende perché oggi, a distanza di quasi settant’anni, non ha ancora perso lo smalto della giovinezza, lo sberleffo dell’anarchia, il gusto della verbigerazione selvaggia, dell’accumulo descrittivo lussureggiante e barocco, propri dell’Emilio Villa in stato di grazia. Carlo Alberto Sitta legge e interpreta in maniera attoriale le immagini torrenziali che si accavallano l’una sull’altra, davanti a un pubblico attento ed emozionato, rapito dai salti di registro, dalle continue invenzioni linguistiche. Villa passa dai latinismi biblici ai preziosismi arcaici dell’italiano letterario, dai falsi francesismi al lessico dialettale lombardo. Dal basso al sublime, ogni registro linguistico è contemplato e compreso in un gioco funambolico che stordisce e diverte.

Il titolo appare misterioso, ma così non doveva essere per i primi lettori. Che cosa sono i sassi di Tot? Chi è Tot? Una divinità dell’antico Egitto? Un gioco di parole per indicare il Tutto indifferenziato? E i sassi sono forse sacri betili orientali? Niente di tutto questo. Per una volta Emilio Villa ha dato un titolo normale a quello che era un vero e proprio omaggio. Partiamo da Tot. Il nome di Amerigo Tot non dirà niente ai più, ma nel 1949 era un artista “sulla breccia”: magiaro, classe 1909, diploma a Budapest alla Scuola Superiore di Arti Applicate, specializzazione in Grafica, poi studi al Bauhaus a Dessau, con maestri come Klee, Kandinskij e Moholy-Nagy, e quindi alla scuola di Otto Dix a Dresda. Continua a leggere

una recensione a emilio villa

diffondo: https://ilgiornale.it/news/spettacoli/i-versi-folli-emilio-villa-ci-svelano-arcani-maggiori-1914590.html, articolo di Davide Brullo

solo due obiezioni alla recensione:

1) di Villa, tra editori e rete, si trova qualcosa di più di quanto segnalato. si può tutt’ora consultare la mia rassegna di qualche mese fa: https://slowforward.net/2020/08/20/leggere-la-poesia-di-emilio-villa-nel-2020-cosa-si-trova-cosa-no/. alla quale aggiungerei tutte le cose reperibili sullo straordinario archivio capti.it;

2) i veri matti sono tutti gli altri. Villa è l’unico che vede, nel paese dei ciechi.

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(una possibile terza obiezione può essere: “Il Giornale” non si merita una recensione così. invito l’estensore a mollarlo)

frammenti da “idrologie”, di emilio villa, giorgio cegna, silvio craia (1968)







 

prière pour les ingénieux rayon des foetiches engendrés / emilio villa. 1976

Prière pour les ingénieux rayon des Foetiches engendrés (pour obtenir la consommation de toutes les Apparences)

Emilio Villa, da “E/mana/azione”, n. 2, Napoli, settembre 1976

(Preghiera per i raggi ingegnosi dei Feticci generati – per ottenere la consumazione di tutte le Apparenze)

Grazie a Stefano Marotta per l’immagine.

un’opera di emilio villa in “verso la poesia totale”, di adriano spatola (prima ed., rumma, 1969)

emilio villa, un autoritratto (per stefano marotta)

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Emilio Villa, “Autoritratto”, inchiostro su carta, cm. 15 x 10, 1972.

“Questo disegno Emilio lo fece apposta per me e me lo regalò nella stessa occasione in cui mi scrisse una dedica – in greco! – sulla mia copia appena comprata della sua traduzione dell’Odissea, pubblicata da Feltrinelli” (Stefano Marotta).

burri, una vita / giovanni carandente. 1960 [documentario dalla cineteca di bologna]

Straordinaria l’apparizione del libro (collaborazione tra Burri ed Emilio Villa) 17 variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica: da 11′ 37” a 12′ 23” Burri lo sfoglia e ne mostra varie pagine.

Dalla pagina youtube della Cineteca di Bologna:

Diciottesima puntata della rubrica online “Il Cinema Ritrovato | Fuori Sala”, alla scoperta di piccole perle di cinema conservate nei nostri archivi (guarda gli episodi precedenti). Andrea Meneghelli, responsabile dell’Archivio Pellicole della Cineteca di Bologna e curatore – insieme a Gian Luca Farinelli – di questa rubrica, introduce il film.

In questo episodio presentiamo il documentario d’arte ‘Burri, una vita’, realizzato nel 1960 da Giovanni Carandente.
Un genere molto frequentato in Italia, questo del documentario d’arte, che ha prodotto spesso risultati mediocri, dove le arti visive più che essere valorizzate finivano per trasformarsi in un soggetto piuttosto arido e poco interessante. Ci sono naturalmente alcune eccezioni (prodotte da autori come Carlo Ludovico Ragghianti, Raffaele Andreassi, Luciano Emmer, Enrico Gras), e questo film di Carandente dedicato alle opere e al lavoro dell’artista Alberto Burri è tra queste: qui abbiamo l’eccezionale privilegio di poter vedere l’artista all’opera, tra colle, listelli di legno e pannelli di plastica, fiamma ossidrica e lastre di metallo.
La versione del film che proponiamo proviene da una copia 35mm, pellicola molto rovinata soprattutto per quanto riguarda il sonoro. “Giusto per ricordare come anche il cinema sia materia e, in quanto materia, non è esente dal logorio inesorabile del tempo”.

Per recuperare tutte le puntate: bit.ly/cinemaritrovato_fuorisala

il dolore è lontano (1971, testo di emilio villa)

Il dolore è lontano (1971)

Regia: Vittorio Armentano;
Giulio Albonico da fotografie di Franco Stampacchia
Testo: Emilio Villa
Musica: Egisto Macchi
Montaggio: Giuliana Bettoia
Origine: Italia
Produzione: L’Universale Cinetelevisiva
Durata: 12′

Dal sito di Vittorio Armentano: “Sulla base di un drammatico servizio fotografico scattato in Pakistan da Franco Stampacchia, il poeta Emilio Villa ha scritto un testo di intensa drammaticità […]”

16-20 marzo 1977, cavriago (reggio emilia): festival “tendenze d’arte internazionale”

apparizione improvvisa e fragorosa di Emilio Villa accanto a Corrado Costa, da 9′ 47” a 10′ 26” —
“distruggere il potere subito subito subito subito”

qualche appunto sulle “17 variazioni” di emilio villa e alberto burri

17 variazioni su temi proposti per una pura ideologia fonetica
di Emilio Villa, con opere originali di Alberto Burri
(Edizioni di Origine, 1955)

Aldo Tagliaferri, nella biografia di Emilio Villa, Il clandestino (p. 99 dell’edizione DeriveApprodi), parla di una ventina di copie (nella bibliografia poi specifica che erano “24”, p. 202) della prima tiratura. Copie effettivamente realizzate, ciascuna con copertina + due opere originali di Burri. Poi interviene uno stop dovuto allo scrupolo che Burri metteva nel confezionare ogni copia, che si scontrava con la quantità di impegni che l’artista stava accettando (ma: vedi più avanti).

Passano quindi sette anni prima dell’edizione 2RC, del 1962, che tenta di riprendere il progetto. Sono perciò le prime 24 copie (1955) quelle effettivamente più ambite, e con ottime ragioni, si direbbe.

Quella che lo stesso Tagliaferri definisce “seconda tiratura” (sempre a p. 202 del Clandestino, nella bibliografia) sana una situazione complicata però non dai soli impegni dell’artista, ma anche dalla poco ortodossa prassi di Villa, che spensieratamente “smembra, di certo senza alcun rimorso, [le copie] complete di cui gli era stato fatto omaggio e ne vende le pagine sparse, concupite dai collezionisti più perspicaci” (cit., p. 99): questo ovviamente determina una frattura tra Burri e Villa, che solo successivamente viene ricomposta.

Il MoMA ha una delle copie del ’55, con editore “Origine”. Nel sito del museo viene definita “one known intact set from an edition of approximately 29 variants” (https://www.moma.org/collection/works/156779). Quindi afferma che in totale non sarebbero 24 ma “approximately 29” quelle realizzate. Purtroppo nella pagina web non è citata la fonte di questa ipotesi.

Un articolo sul cortometraggio Variazioni: a visual polyphony, di Giuseppe Sterparelli, dedicato alla collaborazione fra Villa e Burri (https://atvreport.it/cultura/un-film-burri-villa-al-trinity-college-dublino/) spiega che il film tratta specificamente “del libro che i due autori, quasi mescolando le rispettive arti, fecero stampare nel marzo del 1955 a Città di Castello, presso la scuola per le arti grafiche ‘Magherini Graziani’ […] All’interno della tipografia della scuola, allora presieduta da Angelo Baldelli, il libro fu stampato sotto la supervisione tecnica di Giorgio Ascani, meglio noto come ‘Nuvolo’, il quale aveva già allora iniziato il suo percorso d’artista dopo essere stato collaboratore dello stesso Burri. La stampa fu interrotta dopo soltanto 24 copie in quanto i collezionisti estraevano le opere originali del pittore dal resto del libro. Ad oggi si conosce solo una copia integra, conservata presso il MoMA (Museum of Modern Art) di New York”.

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Si parla del titolo Pagine, per le opere di Burri, a pag. 23 del seguente catalogo a cura di Bruno Corà:

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Fra i molti materiali e interventi sulle 17 variazioni, un suggerimento di lettura: Bianca Battilocchi, Tracce di Inizio e Fine. Citazioni sacre nelle “17 Variazioni” di Emilio Villa, in “Parole rubate / Purloined letters”, n. 12, dicembre 2015. Il file si può leggere all’indirizzo https://www.academia.edu/20943574/Tracce_di_Inizio_e_Fine_Citazioni_sacre_nelle_17_Variazioni_di_Emilio_Villa.

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In questo interessantissimo documentario di Giovanni Carandente, Burri, una vita (1960, riproposto dalla Cineteca di Bologna), il libro fa una sua apparizione da 11′ 37” a 12′ 23”. Burri lo sfoglia e ne mostra varie pagine:

(https://slowforward.net/2020/09/29/burri-una-vita-giovanni-carandente-1960-documentario-dalla-cineteca-di-bologna/)

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Qualche pagina dalle Variazioni qui:
https://www.alfabeta2.it/categorie/villadrome/

La dodicesima variazione (con traduzione inglese di Pasquale Verdicchio) qui:
https://parabolichedellultimogiorno.wordpress.com/2014/04/10/seventeen-variations/

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Su Niger mundus, attentamente studiato e cronologicamente inquadrato da Luca Stefanelli, si veda il numero di “Atelier”, XII, n. 45, marzo 2007, pp. 34-44-63, leggibile in rete all’indirizzo https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/08/Atelier-45-XII-marzo-2007.pdf. L’articolo cita ovviamente l’edizione Morra 2005 con commento di Vincenzo Guarracino, che opportunamente lega il testo alle 17 variazioni: cfr. https://www.fondazionemorra.org/images/pubblicazioni/prefazioni/Emilio-Villa-Mondo-Nero.pdf

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Delle Variazioni si parla – passim – nel gruppo facebook Costa, Villa, Bene:
https://www.facebook.com/groups/costa.villa.bene/

Qui i post circoscritti al solo Villa:
https://www.facebook.com/groups/914037372410682/post_tags/?post_tag_id=914706795677073

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[continua]

[probabilmente]

leggere (la poesia di) emilio villa nel 2020. cosa si trova, cosa no


Qualche sommaria e certo incompleta annotazione su ciò che (specie in poesia) si può leggere di Emilio Villa deve partire senza dubbio da quello che sicuramente è il libro maggiore dell’Opera poetica, curato da Cecilia Bello Minciacchi, uscito per L’Orma, ora esaurito. La pagina sul sito è questa: https://www.lormaeditore.it/libro/9788898038442. (Suggerimento: scrivete, scrivete in molti, all’Orma, perché lo ristampi).

Il testo delle Opere poetiche I (curato da Aldo Tagliaferri), uscito per la Coliseum di Nanni Cagnone, e anche l”aureo libretto” – che definirei quasi una dichiarazione di poetica – intitolato Conferenza (stessa cura), uscito per la Coliseum di Giorgio Mosci, si reperiscono ormai purtroppo solo nei siti di librerie di modernariato.

Si può ordinare, da Empiria, Zodiaco (a cura di Tagliaferri e Bello): http://www.empiria.com/libro.asp?id=81. Contiene in massima parte testi non in italiano.

La scrittura della Sibilla è una valida antologia di testi, con saggi, pubblicata nel 2014 da Diaforia: si trova sia in versione online https://issuu.com/diaforia/docs/ebook_emilio_villa/79 (pdf qui: http://www.diaforia.org/floema/files/2014/05/Ebook-Emilio-Villa.pdf), sia come volume stampato (fortemente accresciuto rispetto alla versione in rete), scrivendo in questo caso a Diaforia/Floema, ossia a info@diaforia.org.
Cfr. inoltre qui: https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1481532261892814&substory_index=0&id=157773254268728

Per De Piante Editore Srl è acquistabile il libretto pregiato di un’invettiva, La danza dei cadaveri. La fiera dei venduti: https://www.depianteditore.it/libro-emilio-villa/.

Cercando su IBS o altri siti si trovano ulteriori cose acquistabili. Non poesie, ma chiaramente altrettanto importanti, a partire da L’arte dell’uomo primordiale (uscito per Abscondita e tutt’ora in commercio) o Pittura dell’ultimo giorno. Scritti per Alberto Burri (Le Lettere).

Su Villa, a partire dalla biografia Il clandestino, i materiali raggiungibili attraverso la grande distribuzione sono mappabili da qualsiasi sito generalista. Qui si vede la solo parzialmente confortante schermata che si ottiene su IBS digitando il nome dell’autore nel campo del titolo.

Suggerisco, per i fuori catalogo (di & su Villa), di consultare Abebooks, che raccoglie non pochi librai antiquari, e dà un po’ il polso della situazione anche in termini di prezzi (spesso ovviamente alti, per opere più o meno rare, anche di o su artisti a lui in qualche modo legati: e sono numerosissimi).

Poche ma significative pagine dal catalogo Mazzotta curato da Claudio Parmiggiani, Emilio Villa poeta e scrittore (anche questo fuori stampa; era uscito nel 2008 in occasione di una grande mostra a Reggio Emilia), sono nel pdf pubblicato dall’Archivio Maurizio Spatola: http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_protagonisti/P00020.pdf. Altro pdf reperibile nello stesso archivio è quello che raccoglie materiali dal numero monografico 1975 di “Uomini e idee” curato da Caruso e Martini: http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_protagonisti/P00019.pdf. (Ovviamente in tutto l’archivio sono disponibili riviste e fascicoli che possono contenere contributi di Villa).

Tre ultime segnalazioni: non si può non citare il fondamentale numero monografico che “il verri” ha dedicato a E.V.: https://www.ilverri.it/index.php/la-rivista-del-verri/edizione-dal-1996/su-emilio-villa-detail (temo fuori catalogo). Nel 2007, la rivista non sperimentale “Atelier” dedica a Villa un fascicolo monografico decisamente da leggere: è scaricabile all’indirizzo https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/08/Atelier-45-XII-marzo-2007.pdf. Piccolo prezioso catalogo è poi quello che Skira (sempre a cura di Tagliaferri) ha pubblicato nel 1996 con il titolo Emilio Villa. Opere e documenti: cfr. http://www.fondazioneberardelli.org/book.php?id=1913. Daccapo fuori catalogo, ma non irreperibile, cercando.

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Per un quadro dei molti materiali villiani, per conoscere l’ampiezza dei suoi interessi e l’enorme lavoro svolto, si consulta infine sempre con estremo piacere la ‘mappatura’ del fondo Emilio Villa presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Il pdf completo e aggiornato è a questo indirizzo: http://panizzi.comune.re.it/allegati/NuovoinventarioVilla_2018.pdf.

 

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per emilio villa (un post su lplc)

http://www.leparoleelecose.it/?p=16694

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