new “c’est mon dada” publication: f. g. delgado’s “blast”

Fernando Garcia Delgado
Blast
Collection “C’est Mon Dada” # 132

Visual poetry / collage
A6 format (10.5×15 cm / 4 x 6″) – 40 pages
Hardcover, thread and quarter cloth binding
Laser printing on ivory paper.
August 2019
http://redfoxpress.com/dada-delgado2.html

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“oltre la parola”: opere di mirella bentivoglio dalla collezione garrera, al mlac dal 7 ottobre

Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di comunicare che il giorno 7 ottobre 2019, dalle ore 17 alle 20, si terrà l’inaugurazione della mostra Oltre la parola. Mirella Bentivoglio dalla collezione Garrera, a cura di Ada De Pirro e Angelandreina Rorro.

Il comitato scientifico è composto da Gianni Garrera, Giuseppe Garrera, Ada De Pirro, Angelandreina Rorro, Ilaria Schiaffini, Claudio Zambianchi.

A distanza di poco più di due anni dalla scomparsa, il Museo Laboratorio della Sapienza dedica a Mirella Bentivoglio la prima mostra monografica nella città dove ha vissuto gran parte della sua vita. Saranno esposte circa 50 opere, tutte provenienti dalle collezioni di Gianni e Giuseppe Garrera tra le quali alcune inedite. >>> http://www.museolaboratorioartecontemporanea.it/evento/inaugurazione-mostra-oltre-la-parola-mirella-bentivoglio-dalla-collezione-garrera/

http://www.museolaboratorioartecontemporanea.it/mostra/oltre-la-parola-mirella-bentivoglio-dalla-collezione-garrera/

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4 ottobre 2019, palazzo delle esposizioni: tecniche d’evasione. strategie sovversive e derisione del potere…

Tecniche d’evasione.
Strategie sovversive e derisione del potere nell’avanguardia ungherese degli anni ’60 e ’70

a cura di Giuseppe Garrera, József Készman, Viktória Popovics e Sebastiano Triulzi

Sándor Pinczehelyi, Sickle & Hammer, 1973

Mostra promossa da
Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Azienda Speciale Palaexpo
National Cultural Found of Hungary

organizzata da
Azienda Speciale Palaexpo
Ludwig Múzeum – Museum of Contemporary Art, Budapest
Accademia d’Ungheria in Roma

4 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020​

Tra i migliori e più autentici episodi dell’arte contemporanea ci sono quelli accaduti in clandestinità, nel retro degli apparati di potere, di nascosto da istituzioni e comitati di amministrazione e la cui ricostruzione e testimonianza è già impresa di lotta. La storia dell’arte contemporanea diviene meravigliosa e commovente lì dove è stata ed è tuttora storia di clandestinità e sotterfugio e fuga ed elusione.

Questa è una mostra dedicata alle «tecniche d’evasione», a tutte le tecniche per sfuggire ai controlli, per stordire la censura, per eludere il potere, deriderlo e lasciarlo interdetto. Come modello di tecniche e di strategie di protesta, per i risultati esemplari e straordinari raggiunti, è presa in considerazione l’avventura dell’avanguardia ungherese tra gli anni ‘60 e ’70. Sono esposti documenti e opere di oltre venti artisti ungheresi che hanno saputo mettere in atto un vero e proprio campionario di gradi clandestini e di sotterfugi non tanto e solo di libertà ma di consapevolezza dell’operato che ogni potere esercita sulle coscienze.

Endre Tót, Judit Kele, Sándor Pinczehelyi, Bálint Szombathy, András Baranyay, Tibor Csiky, Katalin Ladik, László Lakner, Dóra Maurer sono alcuni di questi artisti ungheresi le cui opere sarà possibile vedere in mostra. Fotografie, collage, sculture, interventi urbani, operazioni concettuali, performance, mail art, poesia visiva, libri di artista testimoniano una protesta e un’avventura, con tecniche di fuga e aggiramento dei poteri anche solo per proclamare la propria diversità di pensiero in un sistema che ci vuole tutti uguali e ugualmente felici. Ad esempio: far viaggiare cartoline e spacci in libertà per i cieli d’Europa, attraverso la posta e sotto il naso dei controlli e della censura (Endre Tót afferma che nei regimi totalitari per fortuna la posta funziona perfettamente); o l’uso di scritte sui muri o sulla neve, tempestivamente cancellate dalla censura o ricoperte dall’inesorabilità; il sabotaggio con manifesti di propaganda o con azioni casalinghe e nel giardino dietro casa; manifestazioni in cui l’idiozia e la vertigine dell’intelligenza divengono grimaldello per la mediocre capacità di comprendonio del sistema facendo saltare per aria ogni possibilità di intervento. Continue reading

bologna | pietroiusti | un certo numero di cose

Cesare Pietroiusti
Un certo numero di cose / A Certain Number of Things
a cura di / curated by Lorenzo Balbi con / with Sabrina Samorì

giovedì 3 ottobre 2019 | ore 18.30 / Thursday 3 October 2019 | 6.30 pm

La mostra sarà aperta dal 4 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020 / Exhibition will be open from 4 October till 6 January 2020

steven seidenberg e carolyn white | imaging failure | le vite abbandonate della riforma fondiaria | macro asilo, roma, 27 settembre

https://www.museomacro.it/evento/steven-seidenberg-e-carolyn-white-imaging-failure-le-vite-abbandonate-della-riforma-fondiaria

@ MACRO ASILO (via Nizza 138)

sala cinema

venerdì 27 settembre 2019, ore 16:00

INGRESSO LIBERO

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un microframmento dall’esecuzione di “the great learning” – paragraph 7, di cornelius cardew (roma, t293 gallery, 3 set. 2019)

THE GREAT LEARNING; PARAGRAPH 7, di Cornelius Cardew

Installazione sonora per un numero imprecisato di voci non educate,
a cura di Luca Venitucci, Galleria T293, via Ripense 6, Roma
3 settembre 2019

un brevissimo frammento:

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