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la seconda vita di corrado costa (bazzano, 30 luglio)

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28 luglio, luisa viglietti a bologna, per “cominciò che era finita”

Bologna, chiostro dell’Arena del Sole, 28 luglio, ore 21:30

Cominciò che era finita

di Luisa Viglietti

in dialogo Bruna Filippi e l’antropologo Piergiorgio Giacché.

modera Massimo Marino.

a seguire, sonorizzazione a cura di Neu Radio.

the wonder ring / stan brakhage

“qualche uscita. postpoesia e dintorni” di jean-marie gleize : ora disponibile presso tic edizioni

La poesia è per noi oggi innanzitutto lapoesia, un grande totem storico che continua ad attraversare le istituzioni scolastiche e i mezzi d’informazione e a imporre termini chiave come espressivitàarmoniasinceritàautenticitàvisione. D’altro canto, anche la repoesia, rovistando il quotidiano alla ricerca delle tracce di un canto essenziale, non rappresenta altro che l’ennesimo nostalgico avatar di quello stesso totem. Quanto alla neopoesia, apparentemente più in fase con il presente grazie ai suoi sempre aggiornati e spettacolari artifici tecnico-retorici, essa punta soprattutto a moltiplicare l’effetto “fantasmagorico”.

Dalla fine dell’Ottocento (dopo Rimbaud, per intenderci), alcuni autori hanno cercato di “liberare” la poesia da sé stessa, per riconcepirla sotto altre latitudini. Pensandola prima di tutto come un modo per comprendere la realtà, questi altri autori si sono consequenzialmente impegnati a ricercare gli strumenti concettuali, verbali e formali più adatti a tale nuova intesa.

I quindici interventi raccolti in questo volume partono tutti dal presupposto che esista un fuori e un dopo. E che non ci sia solo un modo per uscirne, ma che si possa contare su una pluralità di gesti, di atteggiamenti e di disposizioni (alla fuga), secondo le diverse maniere con cui può essere pensata una rifondazione (una riconversione) dell’“industria logica” letteraria. I cantieri postgenerici che questo libro descrive (nel loro contesto e considerandone le finalità “politiche”) sono vasti. Si tratta in fondo di atti e di azioni: d’insubordinazione.

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Libro a cura di Michele Zaffarano

sulla luna / marco giovenale. 2015-2021

Fai clic per accedere a mgiovenale_-sulla-luna_-02-dic-2015-18-lug-2021.pdf

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audio (da una versione precedente):
https://www.raiplayradio.it/audio/2019/06/3-sulla-Luna-Poeti-sulla-Luna-18822373-d7b7-4f1d-932f-960d4cd05f29.html

cfr.
https://slowforward.net/2019/07/24/sulla-luna-_-lettura-radio-tre/

il pdf:
slowforward.files.wordpress.com/2021/07/mgiovenale_-sulla-luna_-02-dic-2015-18-lug-2021.pdf

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installance #0160, asemic piece with expiry date

i. 0160 (recto)

i. 0160 (verso)

installance n. : # 0160
type : asemic leaflet (recto) with expiry date (verso)
size : ~ cm 4,5 x 2
records : highres shot
additional notes : abandoned
date : Jul 19th, 2021
time : ~ 8:38am
place :  Rome, via Leopoldo Nobili
footnote : none
copyright : (CC) 2021 differx

minima oralia / gabriele stera. 2021

Minima Oralia di Gabriele Stera è un album di poesie di autori e autrici contemporanei/e sonorizzate tramite l’uso di voci elettroniche, accompagnato dalle grafiche di Ophelia Borghesan.

da/con/su testi di (in ordine di apparizione)
Carmen Gallo, Vincenzo Ostuni, Fabio Teti, Gilda Policastro, Gherardo Bortolotti, Gabriele Frasca, Alessandra Cava, Valerio Magrelli, Simona Menicocci, Marco Giovenale, Lello Voce, Sara Ventroni, Tommaso Ottonieri, Andrea Inglese

Minima Oralia è un esperimento di poesia e musica concentrato sull’universo delle voci elettroniche.
Si tratta di un mixtape di «spoken word» realizzato interamente con dispositivi di sintesi vocale, nell’intento di mettere la poesia alla prova di una forma di oralità minima, incarnata dalle voci standardizzate e monotone degli algoritmi di assistenza vocale. E, inversamente, di trasportare questi dispositivi vocali nell’universo della poesia e della musica sperimentale, per poterne osservare le qualità (ritmiche, tonali, espressive) nell’affrontare tecniche di scrittura varie e complesse.

28 luglio, h. 11, inaugurazione della sala italo calvino, nella biblioteca nazionale di roma

Inaugurazione Sala Calvino

Mercoledì 28 luglio 2021, alle ore 11:00, sarà possibile assistere online alla diretta streaming dell’inaugurazione della sala dedicata a Italo Calvino. Basterà connettersi alla diretta sulla pagina facebook della BNCR per partecipare all’evento alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini e della figlia di Italo Calvino, Giovanna.

Biblioteca Nazionale: Sala Calvino

Il Direttore della Biblioteca Andrea De Pasquale ha siglato con Giovanna Calvino una convenzione di comodato grazie alla quale la Biblioteca nazionale centrale di Roma diventa il luogo di conservazione del fondo archivistico e bibliografico di Italo Calvino, ma anche dei vari arredi, oggetti, quadri, presenti nell’abitazione di piazza di Campo Marzio 5, dove lo scrittore visse gli ultimi anni della sua vita. Si ricreano così le suggestioni del salotto della sua abitazione romana e il suo laboratorio di scrittura: non solo sono presenti le tre librerie bianche che conservano tutta la sua biblioteca nell’ordinamento originario con doppie file di libri a palchetto, ma anche le tre scrivanie che lo hanno accompagnato nel suo lungo percorso – quella di Torino, di Parigi e, infine, di Roma – con le macchine da scrivere. Ma è presente anche il tavolo del verde terrazzo da dove ha preso vita Palomar. Alle pareti suoi ritratti e le opere degli amici tra cui Toti Scialoja. E sparsi tra i mobili i tanti oggetti di tutta una vita, dei suoi viaggi e dei suoi rapporti, come la fotografia dell’amico Elio Vittorini sempre visibile sugli scaffali della sua libreria. Nello spazio verde prospiciente si attraversa un giardino dedicato al paesaggio ligure descritto in molte sue opere, che richiama anche la professione dei genitori, Mario Calvino ed Eva Mameli, insigni botanici, i quali per molti anni hanno diretto a Sanremo la stazione sperimentale di floricultura.

facebook.com/bncrm/

Fai clic per accedere a Calvino_cs.pdf

altre immagini: Continua a leggere

sound poetry etc _ episode 3 _ by tim gaze


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contents:

https://www.copperpiperadio.com.au/
[Italian sound poetry, poesia sonora, many colours / flavours / textures]
[Futurists & allies]
Giacomo Balla – Discussione sul futurismo di due critici sudaneisi 1:16
Futura Poesia Sonora
composed 1914, performed by Luigi Pennone, Arrigo Lora-Totino, Sergio Cena 1976
Mimmo Rotella 4:30
title? (track 16 La parola parlata) 2000
FT Marinetti – Dune, parole in libertà 5:57
Futura Poesia Sonora disc 1
composed 1914, this version performed by Luigi Pennone & Arrigo Lora Totino 1976
– Zang tumb tumb 2:06
youtube rip
composed 1914
Piermario Ciani – Comix 4:22
The Voice / La Voce 1983
co-founder of Luther Blissett shared name
[sparse]
Paolo Albani – Monologo narcisista 0:46
Verbivocovisual 2004
Patricia Vicinelli – Sette poemi excerpt 2:03
Momo: voci, suoni e rumori della poesia (voices, sounds and noises of poetry)
(longer version on FPS 5)
Alberto Vitacchio 3:04
track 24 La parola parlata
Eugenio Miccini – Commutazione di comunicazione de commutazione 1:56
Verbivocovisual 2004
Tomaso Binga – Oplà 3:29
Momo 2003
[golden age]
Giovanni Fontana – Voci 1 5:04
from Il gioco delle voci (the game of voices) 2000
– Maschera mitpoietica no 2 (Momo) 2:25
– da Frammenti d’ombre e penombre (Verbivocovisual) 4:34
Adriano Spatola – Ocarine (Verbivocovisual) 2:43
Arrigo Lora Totino – poesia liquida 6:33 (Fonemi) 2000
– Sussurli 1:33 (Out of Page) 2000
[dense]
Concento Prosodico (Sergio Cena / Arrigo Lora Totino / Roberto Musto / Laura Santiano)
Futura Poesia Sonora disc 5
– Vocali (version 1) 1:39
– Vocali (version 2) 1:14
Enzo Minarelli – eterne vocali – a (eternal vowels – a) 3:18
La Voix Liberee 2019
New Machine Voice – Animale macchine 11:33 (1990)
from delcementerio blog: “Experimental music and electronics performed by Marco Bertoni and
Enrico Serotti, accompanied by the voices of Manfred, Kathy Berberian and Demetrios Stratos.”
Luciano Berio – Thema – omaggio a Joyce 6:20
feat. Cathy Berberian 1958
Pâté de Voix 1 – side A track 2 3:39
(voice: Carla Bertola, Alberto Vitacchio, written by Pietro Porta) 3:39
Offerta Speciale cassette 1985
[multitracked / soundscapes]
Carla Bertola – track 25 La parola parlata 2:49
Carola Caruso – Frammento di improvvisazione 1:23
Momo
Gioconda Cilio & Stefano Maltese – Tra la vita e la notte 2:03 (in French)
(“Between life and night”) Momo
Luciana Arbizzani – Radix 5:26
Italian Sound Poetry cassette ca. 1980s
[high tech / electronic]
differx – speech on hay as ontology 1:09
Huellkurven 5 track 19 (ca. 2017)
Francesco Aprile (Zen Poems) – Intro 1:09 (2020)
Gian Paolo Roffi – Segni & segni a – Eclissi di segni 3:42
(“Signs & signs a – eclipse of signs”) Momo
[last]
Bruno Maderna – Invenzione su una voce 16:02
musical arrangement of a phonetic composition by poet Hans G Helms (1960)

think fast and write poultry / differx. 2021

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die leere mitte, issue #11

In this issue: Stephanie Taralson, John M. Bennett, Matilde Ricci, Stephen Nelson, Kurt Luchs, Steffen M. Diebold.

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2003-2015: espressioni che non vogliono (né volevano) venir fissate come “categorie”

da un post del 2015 in N.I.:
https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/

Se vado con la memoria a prima del 2005, precisamente al 2003-04 o anche precedentemente, rammento la mia ipotesi di una scrittura definita come coerente con una idea di “informale freddo” (a differenza della corrente tellurica/vulcanica dell’informale in arte, oltre mezzo secolo prima): cfr. Note di ricerca e ascolto di autori: un informale freddo – e una rete tesa ai punti, in «L’Ulisse», n. 1, giugno 2004, http://www.lietocolle.com/cms/img_old/ulisse_1.pdf. (ma cfr. anche http://www.italianisticaonline.it/2004/fortini/). Se andiamo al 2006, troviamo l’ipotesi – di Bortolotti e mia – di un differenziarsi (e forse vicendevole precisarsi) di “installazione” e “performance”: http://gammm.org/index.php/2006/07/16/tre-paragrafi-gbortolotti-mgiovenale/. Nel 2009 esce il volume collettivo Prosa in prosa (ex link: http://www.l elettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&TS02_ID=1502; attualmente: https://www.lelettere.it/libro/9788860873019, ma fuori catalogo) il cui titolo è formula che si deve a Jean-Marie Gleize. Nel 2010 o poco prima ha iniziato a diffondersi una mia fissazione: quella che tutti si sia incappati recentemente/felicemente in un evento avviatosi già coi primi anni Sessanta: un “cambio di paradigma” (cfr. il n. 43 del «verri», giugno, 2010, e poi https://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/cambio-di-paradigma/). Se andiamo al 2011 abbiamo “loose writing”, espressione che ho pensato di poter riferire soprattutto a gran parte del lavoro di Carlo Bordini, e ad altri autori: https://puntocritico2.wordpress.com/2011/01/25/quattro-categorie-piu-una-loose-writing/. (Di recente la collana Syn ha ospitato un testo di Alessandra Carnaroli che mi pare decisamente esemplare, in questi termini: http://www.ikona.net/alessandra-carnaroli-elsamatta/).

Infine: la coppia “assertivo” / “non assertivo” è rintracciabile daccapo sia nel testo Cambio di paradigma (2010, cfr. sopra) sia in un documento caricato nel marzo dello stesso anno sul mio blog: Prosa in prosa e gammm.org in (non)rapporto con le avanguardie storiche, https://slowforward.files.wordpress.com/2010/03/mg_nonrapp.pdf, così come in un dibattito su Absolute poetry, di cui si è purtroppo perso il link, temo; ma in cui mi riferivo alle prose in prosa come a testi che sono “non versi in prosa, non poème en prose, non prosa lirica, non narrazione, non epica, non prosa filosofica, non prosa d’arte, non prosa assertiva-artaudiana (Noël), non frammenti/aforismi che segmentano un pensiero (Bousquet, Cioran), non voyage/onirismo (Michaux)”. (E cfr. inoltre: https://slowforward.wordpress.com/2013/07/05/corrispondenza-privata-_-1-assertivo-non-assertivo/).

Bon. A valle di questo non richiesto iter mnemotecnico, tornando a quanto dicevo, ecco: “informale freddo”, “cambio di paradigma”, “loose writing”, “non assertività”, così come altre espressioni che mi è capitato di usare o addirittura coniare (penso anche a vocaboli inglesi: “installance”, “to drawrite”), non sono categorie, non vogliono essere scatole, definizioni. Vengono usate come tali, spesso. Ma sono, probabilmente, ambienti, costantemente dotati di tutti i comfort dubitativi degli ambienti che – da architetto deviante – escogito.

Abitare in un ambiente provvisorio e dubitante collide spesso con l’intento di mettervi radici, o di sedersi comodi. Il dubbio serve a questo: a non fermarsi troppo, e a non sentirsi troppo a proprio agio. Autori o critici stanziali, invece, si trattengono, o al contrario scappano a gambe levate come si fosse intenzionati a vender loro una casa infestata.

A scanso di equivoci (che rimarranno, temo) qui reinsisto: le espressioni sopra elencate sono espressioni, non scatole. Non vorrebbero essere categorie. Tuttavia sono e fanno “critica”, quindi sono a loro volta asseveranti, assertive (con quota d’ombra). È evitabile? Non credo.

(Ma si tratta di critica, appunto, non di prose o poesie…)
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nuovi articoli in roots§routes: “l’educazione nel corpo. per una somatica della relazione pedagogica”

ROOTS§ROUTES
Nuovi articoli del numero

§
L’EDUCAZIONE NEL CORPO

Per una somatica della relazione pedagogica

Anno XI, n°36, Maggio – Agosto 2021
a cura di Anna Chiara Cimoli e Pietro Gaglianò

https://www.roots-routes.org/

indice:

Body Based Pedagogy in Museums
by Filippa Christofalou

POPOLGIOST, Movimenti di un Rito
di Laura Cionci, Maria Rosa Sossai, Silvia La Ferrara

a tune awaits the fade
di Marco Mazzoni

The place of non-intention:
a somatic quest through image and body
by Valentina Bonizzi and Monica De Ioanni

Pratiche di riscaldamento per ‘Corpi in azione’
di Alessio Bertini

Riconfigurare docente-corpo-discente
Esperienze, ipotesi e strategie per lo spazio condiviso dei saperi
di Fabrizio Ajello e Jacopo Natoli

Incontri. Arti visive e performance nel
progetto indipendente ‘Luci su Marte’
di Lucia Sauro e Marta Tedolfi

Una confabulazione intorno al progetto ‘Prendere corpo’
di Alessandro Tollari

Essere corpo, essere spazio, stare insieme
Riflessioni camminate con i piedi di Benedetta Rodeghiero e modellate con le mani di Marco Terranova

The School of Narrative Dance:
corpo, movimento, partecipazione e fioritura
di Ginevra Ludovici

Di-Fronte
di Jonida Xherri

Pratiche per_formative per la mediazione nel museo
di Marco Peri

Corpi confinati (aprile 2021)
di Rossella Caruso

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roots§routes nasce dall’esigenza di aprire uno spazio di riflessione sul ruolo che svolgono le estetiche contemporanee in relazione a tematiche o contesti di tipo antropologico, rispetto a uno scenario mondiale che ridiscute e problematizza il concetto di coloniale e postcoloniale.
Co-direttrici Viviana Gravano, Giulia Grechi e Anna Chiara Cimoli, redazione e comunicazione Paola Bommarito

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roots§routes stems from the need to create a space for reflection on the role that contemporary aesthetics play in relation to anthropological themes and contests, and in relation to a global scenario which discusses and problematizes the concept of colonial and postcolonial. Director Viviana Gravano, co-director Giulia Grechi and Anna Chiara Cimoli, editor&communication Paola Bommarito

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ogni tanto abbaiano, ma moralmente / differx. 2021

Ogni tanto gli epigoni letterari di pinco o quelli di pallino ci moralizzano. Loro che dieci quindici anni fa avrebbero venduto le trippe proprie e altrui per la gerenza di una colonna settimanale su questo o quell’organo di confindustria o altro=stesso paròn (e chissà che cosa vendono adesso che la colonna ce l’hanno), citano i klassici del liberalismo crudo e cotto per spiegare cos’è la giustizia a chi da quella giustizia è vladtepesianamente impalato 24/7.

Melanconici perché la Gestapo originale sembra chiusa da un po’, incapaci di trovare altro impiego che non sia giornalistico al loro dispenser orale di lucido da stivali, si arrabattano come sgabelli, prefatori a comando, cestini dell’umido, o come spie e delatori ricchi d’inventiva (e invettiva).

A volte fanno i droni e si avventurano in una visione dall’alto su vicende (sempre letterarie, povere lettere) di cui — non avendo competenze né specifiche né generali — mai lessero né capirono mazza alcuna.

Proprio per questo insegnano — via Repubbliche o Fogli o Messaggeri o Corrieri o Soli o Lune o Stelle (clarite et pretiose et belle) — cosa è giusto pensare e cosa no. Spiegano ai punk che il punk è morto; e poi che sono morti, in ordine inverso di scomparsa, il comunismo, i situazionisti, Freud, Marx, le ciambelle col buco e il fuoco. Spiegano a quegli scriteriati dei prosatori contemporanei che dovrebbero piuttosto andare a capo. Eccetera.

Ma soprattutto esercitano l’udito a non sentire le risate. E l’udito ubbidisce, unico dei loro cinque sensi a distinguerli dai cani.

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