“tecniche libere e imperfette”: quando a dire le cose che dovrebbero dire gli scrittori o gli asemic writers sono gli architetti

Quando a dire le cose che dovrebbero dire gli scrittori o gli asemic writers sono gli architetti.

Cherubino Gambardella su “engramma”:
http://www.engramma.it/eOS/index.php?id_articolo=4337

[…] Vorrei, piuttosto, ritornare a un tempo vuoto da riempire artatamente con preziose immagini che chiudano temi in enunciati possenti dove altri, dopo di noi, possano tornare a scrivere o disegnare. Sarebbe bello che ci fossero riviste di architettura dove trovare quello che non c’è. Mi direte: anche quello che ci offre la rete e l’editoria non c’è. È, però, avvolto dalla dannazione dell’attualità che non permette di ricavarsi il lusso impagabile del pensiero, del disegno che illustra con tecniche libere e imperfette. Per questo, le riviste online o su carta dovrebbero diventare strumenti che scelgano di fissare posizioni anche attraverso l’imprecisione di traiettorie eclettiche. […]