In un contesto complesso

Recentemente è stata citata online una piccola polemica dell’estate 2006, rimbalzata a suo tempo molto velocemente tra giornali, terminata presto. Tra gli interventi citati non si menziona quello comparso a mia firma sul “manifesto” (8 agosto 2006, p.13), che qui riproduco con il suo titolo ‘vero’. (Quello redazionale era del tutto differente).

 

Come cambia il paesaggio delle città e dei rapporti, così variano i segni che li tessono e affollano. La scrittura poetica – e non potrebbe essere altrimenti – se ne accorge. E se ne accorge il composito ambiente che – in carta o altrove – pubblica la poesia, la osserva, la diffonde, la sparge, come il linguaggio=virus di William Burroughs. Non esiste più ‘una’ sede per i versi: davvero moltissimi media possono esserne i portatori sani.

Di questo parla Nanni Balestrini in una bella intervista rilasciata a Florinda Fusco, su poesia, arte e media (“Liberazione”, 3 agosto): Balestrini registra una crisi dell’editoria di poesia, valutando positivamente le opportunità che internet offre alla diffusione dei testi e al loro connettersi alle altre arti. Fa eco all’intervista un articolo di Paolo Di Stefano circoscritto alla poesia in rete (“Corriere della sera”, 5 agosto), in cui si sottolinea – citando lo stesso Balestrini – il rischio dell’indistinzione e dell’accumulo di materiali portato da web, e si afferma, attraverso le parole di Valerio Magrelli, l’importanza delle case editrici come luoghi di selezione dei testi: non le sole grandi editrici, perché “c’è ancora un’editoria poetica importante, magari distribuita in canali paralleli o sotterranei, ma molto resistente”. Niente affatto ottimista è Giuseppe Conte, stando almeno a quanto riporta Di Stefano: per Conte la rete sarebbe in gran parte “materiale inerte”, “esternazioni emozionali” e esibizionismo. È ovviamente un giudizio parziale e irricevibile: semplicemente estraneo a un’analisi attenta della situazione.

Il contesto internazionale (specie in area anglofona e francofona) da anni è lo specchio della complessità dello stato dell’arte, presentando un’editoria che letteralmente e felicemente deborda in tutte le direzioni: in libri+cd, performance con bootleg, edizioni dvd, registrazioni audio o video depositate su web, innumerevoli blog e siti (cfr. la piccola lista in http://gammm.blogsome.com/link), archivi, collane di chapbook… Due rapidi esempi possono essere: la casa editrice (e sito) Inventaire-Invention, www.inventaire-invention.com/, che lo scorso hanno ha pubblicato un’antologia di nuovi poeti, Panoptique, legata a una lettura del 2004 diventata registrazione-video e libretto; e il festival di poesia Flarf (“inappropriate exploration in 21st century art”), tenutosi a New York nell’aprile scorso: numerose letture, di poeti come K.Silem Mohammad, Nada Gordon, Jim Behrle, Rodney Koeneke, sono ora segmenti di clip ospitati da www.youtube.com. Le tracce che in rete fanno incrociare supporti diversi sono infinite. Altra iniziativa da segnalare: il sito/rivista www.dusie.org ha da poco avviato un progetto che si avvicina alla mail art: 42 poeti vedono pubblicato sul sito il proprio e-book, e allo stesso tempo ogni opera viene realizzata in formato cartaceo dall’autore, in tiratura limitata, e inviata ad altri autori e a chi sia interessato per farne recensione.

In Italia esistono diversi luoghi e loghi editoriali dove, con vario coinvolgimento di internet, il flusso di sovrascritture e collaborazioni tra codici trova ospitalità. E sono destinati a crescere. Già nel 2000 Lello Voce scriveva online il romanzo Cucarachas, sul sito www.raisatzoom.it/romanzoom: l’opera usciva poi come libro, con DeriveApprodi. Nello stesso periodo Elettra, di Nanni Balestrini (con musiche di L.Cinque), diventa presso Luca Sossella un testo+cd. Sempre Balestrini mette a disposizione numerosi suoi libri in rete (www.nannibalestrini.it). L’esperienza di legare lettura su cd e testo era stata esplorata già dal ’98 dalla collana InVersi diretta da Aldo Nove per Bompiani. Sono in cd+libro due opere/percorsi di Valerio Magrelli: Sopralluoghi (Fazi) e Che cos’è la poesia (Sossella). Quest’ultimo è testo che l’autore e l’editore hanno legato a una lettura del 2005 presso l’Auditorium di Roma, pensata come prima esecuzione del lavoro e insieme come sua sede di registrazione.

Se sono molti gli autori che scelgono di avere anche uno spazio in rete (M.Sannelli: www.sequenze.splinder.com, L.Pugno: www.laurapugno.it, Sparajurij: www.sparajurij.com), non sono pochi quelli che collaborano a siti o blog collettivi dove la proposta di materiali nuovi – in connessione con un versante più nettamente ‘militante’ – offre una buona mappatura dei lavori in corso: pensiamo a www.absolutepoetry.org, o all’impegno di A.Inglese, A.Raos e F.Forlani e di tutta la redazione di www.nazioneindiana.com. Per non parlare dell’esempio di Biagio Cepollaro, che da due anni ha dato vita – su www.cepollaro.it – a un mensile online in formato pdf (“Poesia da fare”) e a una collana (Poesia italiana online) che conta già 22 titoli di e-book di opere inedite oppure fuori catalogo. Tra queste ultime ricordiamo Le streghe s’arrotano le dentiere (1966), di L.Di Ruscio; Camera iperbarica (1983), di M.Bàino; Luoghi comuni (1985), di B.Cascella; Schedario (1978), di G.Mesa; Poema & Oggetto (1974), di G.Niccolai.

Di fronte a questa molteplicità di proposte, e agli strumenti che la rete offre, l’editoria ‘classica’ sembra non tirarsi indietro dalla sfida. Non sono poche le case editrici che mantengono aperte (selettivamente) le proprie collane di poesia. La situazione non è più ‘difficile’ di qualche anno fa; è forse solo più complessa, anche grazie a internet. E deve tener presente il fatto che in Italia la poesia è – nella letteratura – un’enclave in un’enclave. Questo complica il gioco, sì, ma forse lo arricchisce, ne ridiscute le regole.

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da “il manifesto”, 8 ago 2006, p.13

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